Certo, il Comune di Pontinia come gli altri enti locali non naviga nell'oro. Ma è altrettanto vero che la scarsa manutenzione degli alberi può rappresentare un serio pericolo per l'incolumità pubblica. Certo, in alcuni casi la competenza è di altri enti. Ma la sostanza, al di là dei rimpalli e delle grane burocratiche, non cambia di molto. A certificare la situazione non proprio ottimale, a voler usare un eufemismo, sono stati i vigili del fuoco, come abbiamo anticipato nei giorni scorsi. Della stessa sono al corrente, visto che l'atto è stato loro notificato tramite posta certificata, il Comune, la Regione, il Consorzio di bonifica, i vigili urbani, i carabinieri e la prefettura. Effettivamente - scrivono i vigili del fuoco sollecitati dall'associazione Liberi e Forti - le barriere frangivento in caso di maltempo potrebbero costituire pericolo reale di cadute di rami e/o alberi sia sulla sede viaria che sulle adiacenti proprietà private. Inoltre, «in prossimità dell'abitato di Pontinia, lungo la Migliara 47 direzione via Appia, vi sono degli alberi completamente secchi». Pertanto secondo il comando dei vigili del fuoco sarebbe necessario provvedere «con ogni possibile urgenza a una più puntuale e accurata attività di verifica delle presenze arboree» così da intervenire. Nei giorni scorsi si è verificato qualche problema. Un ramo è precipitato nel parco Unità d'Italia - e qui il Comune è subito intervenuto con la sistemazione della pianta "incriminata" - e un episodio analogo è avvenuto lungo la pista ciclabile adiacente al campo sportivo. Il rischio, insomma, non è così ipotetico. Sul caso è intervenuto ieri il consigliere Simone Coco. «È evidente - dice - che ci siano dei problemi. Il compito dell'amministrazione, però, è quello di trovare delle soluzioni. Evidentemente se la criticità è dettata da questioni finanziare va da sé che c'è anche qualche problema di bilancio che non consente di effettuare la necessaria programmazione e pianificazione. Perché - conclude Coco - non è possibile intervenire soltanto quando si appalesano i rischi, molti dei quali sono stati segnalati nei mesi passati agli uffici competenti tramite pec (posta elettronica certificata)».