Gioco d'azzardo, regole per arginare la presenza di sale slot e contrastare le ludopatie: è quasi fatta per il regolamento che attende soltanto gli ultimi ritocchi per essere approvato e messo in atto. Se ne parla da anni, fin dal 2014 quando la giunta ci stava lavorando ma poi tutto si è perso tra la sfiducia al sindaco Nicola Procaccini, la caduta della giunta di allora e la calma piatta imposta da un anno di commissariamento. La scorsa estate, col ritorno alla guida del Comune, la giunta Procaccini grazie anche alla riconferma dell'assessore ai Servizi sociali Roberta Tintari, ha ripreso il discorso lasciato in sospeso. Dopo un lungo iter, basato sullo studio della normativa regionale e sugli esempi di altri Comuni che hanno già intrapreso un percorso in questa direzione, finalmente il regolamento sul gioco d'azzardo è pronto. Una copia del disciplinare è al vaglio dei dirigenti dei vari settori coinvolti, oltre al Sociale anche le Attività produttive e gli Affari generali. Dopodiché le carte torneranno indietro ai politici per essere approvate in Consiglio comunale. 

Non è un lavoro da poco, ha voluto sottolineare Tintari. È stato approntato un regolamento basato sulla realtà perché mettere insieme delle norme in fretta e furia, ma poi non attuabili perché in contrasto con le normative in vigore, non sarebbe servito a niente. Come pure sarebbe stato inutile emanare ordinanze facilmente impugnabili. Si è cercato, insomma, di elaborare un disciplinare inattaccabile, che non esponga il Comune a ricorsi da parte dei privati con la beffa di dover anche pagare le spese legali in caso di sconfitta in tribunale. Il regolamento costituirà uno strumento efficace in cui si indicheranno limiti e prescrizioni per l'apertura di sale da gioco, l'installazione di videopoker e la vendita di gratta e vinci. 

Tra gli obiettivi della giunta c'è anche l'impegno a rendere il disciplinare quanto più possibile operativo. Ma come? Si è fatta avanti l'idea di stipulare un protocollo d'intesa con la questura. Grazie a un accordo con le forze dell'ordine si potrebbero infatti programmare controlli mirati. Ma è soltanto un'ipotesi, meglio compiere un passo alla volta. Del resto il regolamento deve ancora essere approvato.