Il fronte del "no" al Parco regionale dei Monti Lepini, dopo una serie di incontri in cui si è registrato il pienone, ha approntato il documento da inviare alla Regione Lazio per chiedere lo stop dell'iter di istituzione dell'ente. Nella missiva indirizzata al presidente Nicola Zingaretti, agli assessori Mauro Buschini e Carlo Hausmann e ai consiglieri regionali pontini Enrico Forte, Giuseppe Simeone, Rosa Giancola e Gaia Pernarella, viene chiesta la moratoria dell'istituzione dei Parchi regionali. Firmato dai presidenti provinciali di Federcaccia (Luciano Pieralli), Arcicaccia (Elio Trani), Eps (Guido Foglietta), Italcaccia (Santino Palombo), Confagricoltura (Adelino Lesti) e Anuu (Fabiano Macale), il documento chiede la moratoria di ogni istituzione di nuovi Parchi e l'avvio di un confronto con tutti gli interessati per affrontare con urgenza le problematiche di un nuovo quadro di insieme – giuridico e pianificatorio- che dia certezze per la tutela del territorio, delle imprese agricole, dei gestori della fauna, le cui buone pratiche sono state definite "fattori di equilibrio economico e sociale" dalla Corte Costituzionale. Tra le argomentazioni portate a sostegno della richiesta, oltre alla constatazione delle limitazioni derivanti dai vincoli che il Parco comporta a fronte di vantaggi poco tangibili, ci sono gli esborsi economici ragguardevoli cui la Regione è annualmente esposta per indennizzare danni causati dalla fauna selvatica all'agricoltura cui si aggiungono i danni a beni e persone a seguito di incidenti stradali (ad esempio con cinghiali). Altra motivazione addotta è la Legge Regionale 4 del 16 marzo 2015 che ha tra le sue finalità l'istituzione di un Osservatorio regionale per il monitoraggio delle varie specie selvatiche. I sottoscrittori considerano infatti che la Regione ha approvato delibere che prevedono compiti di controllo di specie conflittuali da svolgersi da parte degli Atc in assenza di conoscenze fondamentali per la gestione della fauna. Le profonde lacune ordinamentali del quadro giuridico regionale è ancor più evidente con la riforma Del Rio che ha ridefinito poteri e competenze delle province.