Venerdì mattina, giorno successivo all'incendio divampato su via Nicolaj, a Borgo Hermada, la puzza di bruciato è ancora intensa. Un tronco caccia del fumo, sul terreno nero di cenere resta solo un'enorme discarica di bottiglie di vetro.

Si sono evitati danni sulla strada che costeggia palazzine popolari e conduce a una tensostruttura e villette a schiera. Ma non i rischi. Il labirinto di strade di questa parte di Borgo Hermada è contornato da terreni incolti. Perfino a ridosso dell'asilo nido "Millecolori" c'è erba alta tutt'intorno e anche all'interno. Appezzamenti di rovi ed erbacce che con la calura si sono seccate, e in ogni momento potrebbero prendere fuoco molto facilmente.

Una situazione di degrado, anche vicino alle abitazioni. Indispensabile metterci mano per prevenire eventi come quello di giovedì, innescato casualmente in un'area urbana densamente abitata, dove i terreni incolti che accolgono discariche e resti di focaracci sono numerosi. Non solo la tensostruttura di via Nicolaj, frequentata da decine di bambini ogni giorno, ha rischiato di essere toccata dalle fiamme. Anche alcune serre sono state lambite. Seguendo la scia del fuoco, si vede che ha ricalcato il ciglio delle strade e dei fossi, bruciando le sterpaglie non tagliate e fermandosi all'inizio dei campi coltivati. Occorre una seria opera di manutenzione del verde o, se i terreni sono privati, ordinanze per la bonifica e il taglio dell'erba. Pena le sanzioni. Oltre al rischio incendi, pesa il degrado che le aree incolte portano con loro. Sotto l'erba bruciata è spuntata una discarica di bottiglie di vetro e, poco distante, ci sono ingombranti accatastati anche nelle aree interne delle palazzine. Qui, però, non siamo in via Sani, la strada buona per tutte le stagioni per denunciare il degrado del Borgo, che per altri versi invece appare ordinato. Il Comune dovrà prendere provvedimenti al più presto, per non ridurre a cittadini serie B i residenti - tutti i residenti - della frazione.