Quella preposizione, "per", è tutta rivolta agli altri. Al suo pubblico che è il passante, il cittadino casuale, la gente. Per loro Walter Lazzarin, 34 anni originario di Rovigo e "Scrittore per strada", da un anno e otto mesi ha lasciato tutto, un buon lavoro in una scuola privata come insegnante di storia e filosofia, e le comodità di una bella città del nord per andare in giro a regalare racconti. Walter gira l'Italia con una vecchia Olivetti, cerca un angolo in cui sedersi e prende a pigiare sui tasti fino a quando qualcuno, incuriosito, non lo ferma. A Terracina è arrivato invitato dagli organizzatori del Festival delle Emozioni. «Mi ha chiamato Pamela De Meo», ci racconta, «con l'idea che incontrare uno scrittore per strada poteva essere emozionante». Lo è stato intanto per Sara Norcia, che a Terracina è consigliere comunale e ieri si è imbattuta per caso in Walter. «Nel consegnarmi il foglio ha notato l'espressione del mio volto cambiare, la gioia nei miei occhi», scrive su facebook. Un'emozione. Il foglio è il dono che il 34enne le ha fatto, come a tutti i passanti: un breve racconto, o meglio un tautogramma, gioco enigmistico con le parole del componimento che iniziano tutte con la stessa lettera. «Lo faccio per incuriosire le persone e invitarle a fermarsi, a guardare i miei libri, i miei romanzi di formazione», dice Walter. Lazzarin infatti scrive libri usando un genere letterario in cui il personaggio principale passa dall'età della giovinezza all'età adulta. Uno di questi è "Il drago non si droga".

Con una laurea in Filosofia e una in Economia, Walter ha deciso di lasciare tutto per dedicarsi a scrivere in strada. Perché? «All'inizio volevo farmi conoscere regalando racconti», ci spiega, «e volevo anche portare la narrativa per strada, tra la gente. Sì, insegnavo storia e filosofia e non è che non mi piacesse», aggiunge, «ma a un certo punto ho desiderato dare spazio a questo, riesco a viverci e spero che duri».

Non siamo noi i primi ad averlo notato seduto in strada a capo chino, a scrivere. Walter è stato immortalato un po' ovunque anche da testate nazionali, il suo blog "Scrittore per strada" è seguitissimo. È stato notato anche dalla Rai, che lo fa partecipare alla trasmissione "Dribbling". La fissa dei tautogrammi, invece, è finita in una raccolta che si chiama «Ventuno vicende vagamente vergognose». Ha scelto la lettera "V". Che è parente e stretta vicina alla lettera "W". Una biografia nascosta? Chissà.