«Qui, sulle sponde del Lago di Paola, potrete venire a trascorrere un fresco e rilassante weekend d'estate, e lasciandovi trasportare dall'immaginazione, immergendovi negli antichi resti della Villa imperiale, potrete assaporare anche voi come la nobilitas romana trascorreva i suoi otia estivi». Quel "qui" si riferisce alla villa di Domiziano e il virgolettato è estrapolato dalla presentazione dell'area archeologica presente sul sito del Parco nazionale del Circeo. Trascorrere «un fresco e rilassante weekend d'estate» tra i resti della villa romana imperiale sorta in parte su una struttura tardo-repubblicana ad oggi non è (per ora) più possibile. Sabato e domenica niente visite. E la situazione, come prevedibile, sta causando più di qualche disagio a chi si occupa di turismo sul territorio, ma anche qualche lamentela da parte dei visitatori. Il motivo di questo stop improvviso? Questioni burocratiche. È il 13 aprile 2017 quando a una serie di associazioni che si occupano anche di visite guidate e più in generale di turismo arriva questa nota della Soprintendenza. «Con la presente, quest'ufficio rende noto che tutte le visite sulle aree del comprensorio archeologico del Circeo (villa di Domiziano, Casarina e Terme di Torre Paola) previste nelle giornate di sabato e domenica sono sospese, con decorrenza immediata, fino alla definizione di nuove modalità di fruizione alla luce della vigente normativa». La «definizione di nuove modalità di fruizione» ad oggi, a quanto pare, ancora non è arrivata. E il sito nei weekend - cioè quando è maggiore la presenza di turisti e potenziali visitatori - resta chiuso. Non un gran bel biglietto da visita per il territorio, oltre che un problema anche economico per chi di professione si occupa delle visite archeologiche. Una grana da risolvere nel minor tempo possibile sia nell'ottica della fruizione estiva ma anche (e soprattutto) di quella invernale. Perché altrimenti la destagionalizzazione continuerà a essere solo una parola scritta su qualche programma elettorale e una buona intenzione difficile da attuare senza la possibilità di sfruttare in modo virtuoso le risorse (mare escluso) presenti sul territorio. Un vero e proprio patrimonio che potrebbe contribuire in modo incisivo a risollevare l'economia locale. Sempre che la burocrazia lo consenta.