Le due grandi anfore recuperate qualche mese a tre mesi dal ritrovamento sono ancora nel deposito della Capitaneria di Porto. In futuro però potrebbero fare bella mostra di sè nel Museo del Mare di Gaeta.  L'amministrazione comunale di Gaeta ha presentato una formale richiesta alla Soprintendenza ai beni archeologici in cui mette a disposizione i locali del Museo del Mare, presso il palazzo della cultura ex caserma Cosenz, per ospitare i due prestigiosi reperti archeologici.
Qualche giorno dopo il ritrovamento, il 15 marzo scorso, è stato eseguito un sopralluogo dalla sovrintendente ai beni archeologici del Lazio, la dottoressa D'Atri. Il 31 maggio scorso ne è stato eseguito un altro dalla dottoressa Giovanna Bellini, la studiosa con il suo team, elaboreranno una relazione in cui sarà riportata la datazione, le caratteristiche, la provenienza e tutte le informazioni che serviranno a ricostruire la "storia" delle due anfore. Come detto il rinvenimento dei due vasi è stato un evento eccezionale, e in questo caso lo è stato ancora più in quanto sono completi e senza danni. Il ritrovamento è stato effettuato per caso da un peschereccio "Attila II" che si trovava al largo di punta Stendardo, a 15 miglia.
I due esemplari subito dopo lo sbarco in banchina alla darsena dei pescatori sono stati puliti e presi in custodia dalla capitaneria di Porto. I militari non con poche difficoltà li hanno portati nel deposito giudiziario della capitaneria che si trova nelle vicinanze della darsena dei pescatori. Ancora oggi si trovano custoditi nel deposito in attesa di essere collocati nel Museo, qualora la Soprintendenza darà il nulla osta, e dove potranno essere ammirati da tutti.
Da una prima analisi si tratterebbero di due esemplari di dolio di epoca romana, vasi di grandi dimensioni di terracotta, che servivano per il trasporto delle derrate alimentari. Probabilmente tale ritrovamento testimonia il naufragio di una nave oneraria, in quanto sono contenitori che venivano bloccati nella stiva e riempiti e svuotati ogni volta. Potevano contenere grano, olio, vino, garum (salsa di pesce). La straordinarietà di questo ritrovamento sta nel fatto che i due vasi sono stati recuperati perfettamente integri, completi anche del tappo di chiusura.
Nei si è registrato un altro recupero di parte di un'anfora ma si è trattato di una piccola parte senza timbro o dettaglio che potesse dare una datazione o provenienza.