Anche i dipendenti comunali hanno famiglia. E se possono consigliare ai loro figli o ai loro parenti più o meno vicini di partecipare a un concorso, lo fanno. E sono almeno 5 su 15 infatti gli idonei entrati nella graduatoria formata dal Comune per attingere al personale di polizia locale stagionale che sono anche figli e parenti di dipendenti, ex amministratori o comunque appartenenti o ex appartenenti al settore pubblico. Un terzo del totale. La cosa non deve stupire, se è vero che il concorso era rivolto solo a cittadini residenti a Terracina e dunque circa 200 partecipanti (158 poi quelli effettivamente partecipanti alla prova) si sono catapultati per provarci.

A fare la differenza, la preparazione dei candidati, che non deve essere messa in discussione, così come non può e non deve essere discussa la competenza e la serietà della commissione giudicatrice. I criteri di selezione sono stati stringenti. Di certo, però, c'è che genitori, mariti e mogli impiegati in Comune o comunque più vicini all'ambiente amministrativo, hanno consigliato ai loro cari di tentare il concorso. E un terzo di loro ce l'ha fatta. È una questione di mentalità, di inseguimento della sicurezza del posto di lavoro, di network relazionale. D'altronde sono i numeri statistici a dire che in Italia, storicamente, la probabilità di entrare nella pubblica amministrazione aumenta per gli individui il cui padre lavora nel settore pubblico. Ma alla fine ciò che conta sempre, davvero, è lo studio, la preparazione, il sacrificio.