Altro che fiera per rilanciare il commercio ambulante, l'evento dei Santi Pietro e Paolo in programma per il 30 giugno rischia di trasformarsi in una débacle. Ne è convinta l'associazione di categoria "Imprese Oggi" che denuncia caos e rincari per gli spuntisti. E mentre in molti, dopo essersi presentati alla graduatoria iniziale hanno deciso di mollare, il segretario generale Marrigo Rosato spara a zero: «Gli operatori sono stati bastonati e spremuti».
Eppure in un primo momento "Imprese Oggi" aveva condiviso la scelta di istituire un evento straordinario. Ma l'obiettivo, chiarisce Rosato, doveva essere quello di recuperare un incasso adeguato a favore del Comune, il quale avrebbe dovuto investirlo sul settore per ridurre i canoni di Cosap e passi carrabili. Insomma, un'operazione per far respirare il bilancio senza tagliare voci di spesa o prevedere aumenti di tariffe. Ma, denuncia, l'associazione, la piega presa dal Comune è stata tutta un'altra. «Appare sempre più chiaro che l'amministrazione ha istituito la fiera dei Santi Pietro e Paolo soltanto con l'intento di fare cassa e ha persino aumentato la tariffa di partecipazione portandola da 4 a 4,50 euro a metro quadro». Rosato ha fatto anche i conti in tasca a un ambulante medio che tra costi di istruttoria, bolli e canoni si ritroverebbe a versare complessivamente tra i 4/500 euro. Considerando anche le spese per lo spostamento, il vitto e il personale.
L'impegno è risultato addirittura più alto di quello per partecipare alla festa patronale di Sant'Onorato. E questo - ironizza "Imprese Oggi" - perché bisognava incentivare il settore. Il risultato è che su 72 operatori inseriti nella graduatoria, ben 22 hanno rinunciato alla scelta del posteggio. Quasi uno su tre: «Hanno ritenuto la fiera antieconomica». La polemica diventa anche politica. Il segretario generale Marrigo Rosato torna a puntare il dito contro la giunta guidata dal sindaco Salvatore De Meo. «Ma a Fondi c'è un assessore alle Attività produttive? Di cosa si occupa?». Il riferimento va alla delegata Giorgia Salemme che viene rimproverata di non essersi preoccupata, all'indomani dell'istituzione della fiera straordinaria, di convocare una riunione con tutte le associazioni dei commercianti.