Capita di entrare in un bar con il desiderio di un caffè e di sentirsi rispondere dal barista «mi dispiace, ma non abbiamo acqua». Oppure di tornare a casa dal mare o dal lavoro e non potersi fare una doccia, perché l'acqua ancora non c'è (e non si sa quando tornerà). Sono "istantanee" di un altro weekend da dimenticare per le città del Golfo, vittime della perdurante crisi idrica che ha messo in ginocchio centinaia di famiglie tra residenti e turisti, che loro malgrado si sono ritrovati coinvolti in questa emergenza. Alcuni quartieri sono rimasti completamente a secco già dalla mattina facendo esplodere la rabbia dei cittadini che lamentano in primis la mancata comunicazione da parte del gestore sui precisi orari di interruzione/riduzione del flusso idrico. «Se avessimo saputo che saremmo rimasti senz'acqua per tutta la giornata – hanno commentato alcuni dei residenti rimasti a secco – avremmo tentato di organizzarci in altro modo. Senza comunicazione puntuali la situazione è ancora più grave». A pagare di più la drammatica assenza del flusso idrico soprattutto anziani e famiglie con neonati. Solo ieri mattina, a Gaeta, sono arrivate le autobotti per garantire un minimo di acqua a chi non ha altre alternative. «La situazione è sempre più seria». E' il coro unanime dei residenti, numero purtroppo sempre crescente, dei quartieri in cui sono più le ore in cui manca l'acqua piuttosto che quelle in cui viene garantito un flusso idrico mimino per essere utilizzato. Forti criticità vengono registrate in località Sant'Agostino, dove ci sono diverse attività commerciali, che da quattro giorni è praticamente in ginocchio, con un flusso idrico a singhiozzo. In tanti stanno cercando di organizzarsi autonomamente., Non è migliore la situazione in centro, dove addirittura ieri per un ulteriore guasto tecnico alcune famiglie, venerdì mattina, sono rimaste senz'acqua fino alle 9 del mattino. Il flusso era stato interrotto alle 23.

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