Fino a oggi il privilegio di muoversi tra rovine, antichi marmi e resti romani era toccato solo agli addetti ai lavori. Una fortuna enorme, condivisa ieri pomeriggio per la prima volta da una cinquantina di visitatori che hanno preso parte alla visita guidata nel cantiere del teatro romano alle spalle di piazza Municipio. Un'emozione difficile da descrivere anche per chi, come la direttrice dei lavori Nicoletta Cassieri, in quel teatro si muove da parecchi anni ma forse per la prima volta si è trovata circondata da tante persone. Interessate, sbalordite, emozionate nel camminare tra un'impalcatura e la cavea, tra l'ingresso degli spettatori e i resti della scena dove duemila anni fa sedevano e si esibivano gli antichi romani. Una struttura enorme, in grado di ospitare, è stato calcolato, fino a tremila persone.

Lavori da portare avanti ma con l'incognita dei fondi

L'occasione di mettere piede nel teatro, unica per adesso, è stata la ricorrenza dei venti anni di ricerche su un gioiello archeologico che si tenterà di scoprire fino all'ultimo centimetro possibile, come ha spiegato il sindaco Nicola Procaccini. Non si sta lavorando per nulla, ci si è dati degli obiettivi che si tenterà di raggiungere. C'è il chiaro obiettivo di rendere il teatro romano fruibile con regolarità, aperto ai turisti, alle scuole, agli appassionati della materia. «Sarò a posto con la mia coscienza nella misura in cui sarò riuscito a riportare alla luce un tesoro così grande» ha affermato il primo cittadino. Ma servono tanti soldi, la burocrazia e la prudenza nell'eseguire i lavori, quanto mai opportuna, rallentano le operazioni. Eppure ci sono le possibilità per andare avanti ancora. Ad esempio grazie all'Art bonus, formula che somiglia tanto a una colletta popolare ma che ha il merito di raccogliere fondi da destinare al salvataggio di beni straordinari per la collettività. Non bisogna avere fretta - ha voluto sottolineare il nuovo sovrintendente archeologia, belle arti e paesaggio Saverio Urciuoli - perché sarà compiuto un passo alla volta.

Il viaggio tra le rovine e la riscoperta dopo il degrado

Con la dottoressa Cassieri i visitatori hanno potuto ammirare le straordinarie ricchezze emerse durante i lavori di scavo, che hanno subito una prima accelerazione nel 2001 col protocollo tra Comune e Soprintendenza e poi con i lavori degli ultimi anni capaci di spazzare via anni e anni di degrado. In mezzo studi, raccolta di documentazione, ricerche i cui esiti sono stati illustrati nel corso di una conferenza nel palazzo della Bonificazione pontina alla presenza, tra gli altri, dell'assessore alla Cultura Barbara Cerilli, del sindaco Procaccini e di Gian Luca Gregori dell'università "La Sapienza" di Roma. 

Sono state ripercorse le fasi dei lavori, ricostruiti virtualmente grazie a un raffronto continuo tra ciò che c'era prima e quello che è possibile vedere oggi. Pensare che fino a poco più di venti anni fa non si sapeva molto di un teatro soltanto ipotizzato e che si credeva fosse irrimediabilmente perduto. Gli scavi stanno invece dimostrando che la struttura si è conservata e sta restituendo un gran numero di reperti di straordinario valore. Tanto che - ha sottolineato Cassieri - si potrebbe destinare uno spazio espositivo ad hoc per i resti recuperati durante i lavori. Ne arriveranno ancora. L'impressione è che sotto terra e sedimenti ci sia ancora molto da scoprire.