Le tasche di Pantalone sono state aperte per molto, troppo tempo. Hanno pagato le utenze dei campi sportivi sebbene dati in concessione, delle scuole superiori anche se di competenza della Provincia, di qualche abitazione intestata all'ente e occupata abusivamente. Un colabrodo fuori controllo che per anni ha causato un'emorragia finanziaria. Energia elettrica, gas, ma soprattutto acqua, per la quale - e dirlo in questi giorni di crisi idrica fa un certo effetto - a causa di perdite e dispersioni si spende un 40% in più rispetto a quanto realmente consumato. Equivalente a circa 90 mila euro.

Ma da gennaio scorso si lavora a una stretta. Ci sta pensando la società "Gata Consulting" (e non Dataconsulting, come erroneamente scritto sull'edizione cartacea del 29/06/2016), cui il Comune per 15 mila euro ha affidato il monitoraggio sulle utenze comunali. Ieri un primo consuntivo. Dopo un lavoro di accorpamento della fatturazione (fatture ridotte da 1.500 a 40 per la corrente, per il gas da 276 a 12), di migliori condizioni contrattuali (come il passaggio a Consip e l'ottenimento di sgravi dovuti), del recupero di somme pagate dal Comune per «errore» al posto di altri, si può risparmiare in un anno oltre 150 mila euro. A regime, 164 mila euro, 600 mila euro in cinque anni.

Nervo scoperto, la dispersione idrica. «Abbiamo incontrato una cittadinanza molto oculata nell'uso della risorsa», hanno spiegato i rappresentanti di "Gata Consulting", «ma abbiamo trovato un alto livello di dispersione». Perdite al cimitero, nell'area del Molo, negli istituti scolastici Montessori, Don Milani, Alfredo Fiorini. E ancora al PalaCarucci e anche alla rotatoria di via Pantani da Basso. Per l'acqua comunale i cittadini hanno sborsato circa 230 mila euro l'anno, ma ora, con la chiusura delle fontane, la riparazione dei guasti e la voltura delle utenze «improprie» se ne risparmiano circa 90 mila euro. «Utilissimo il lavoro degli uffici comunali», ha ribadito la ditta, facendo eco all'assessore Luca Caringi, che ha seguito direttamente la ditta nei lavori. «Un plauso speciale al caposettore Luciana Maragoni per la dedizione», ha detto il delegato. Soddisfatto anche il sindaco Nicola Procaccini: «Abbiamo fermato un'emorragia finanziaria, ma anche etica», le sue parole. «La collettività pagava bollette ad alcuni privati, una cosa profondamente ingiusta, specialmente per un bilancio rigido come il nostro, in cui le spese per investimenti restano ingessate». Procaccini ha ricondotto la decisione di dare una stretta agli sprechi allo «choc del Colavolpe», quando il Comune si ritrovò di fronte a un debito con Acqualatina di circa 400 mila euro. «Questa ricognizione ci conforta perché non fornisce un risparmio episodico, ma strutturale». A ognuno la sua bolletta.