C'era parecchia maretta ieri mattina nel palazzo comunale. Dipendenti comunali che entravano e uscivano, rappresentanti sindacali al telefono, le Rsu chiuse in ufficio a firmare lettere. Un'assemblea in piena regola, convocata per via dei ritardi che il Comune sta accumulando nell'ottemperare ad una serie di obblighi legati alle retribuzioni dei suoi lavoratori. I dipendenti lamentano intanto uno slittamento eccessivo nella firma dell'accordo - con istituzione di relativo fondo - per il contratto decentrato. Il cosiddetto salario accessorio, ovvero quel "quid" in più che è riconosciuto per la qualità del lavoro svolto. È ciò che, nelle aziende private, è il salario di produttività o il premio di produzione. Nel privato si riconosce se si producono degli utili, con il pubblico li mette in bilancio il Comune.
Il ritardo nella definizione del fondo, sta mettendo di malumore i dipendenti e dunque le organizzazioni sindacali. Che lamentano anche i ritardi nel pagamento degli straordinari svolti durante le scorse elezioni nonché nella liquidazione delle performance. Se non è stata una baraonda, poco ci è mancato.

Ieri è stata firmata una lettera da rsu e sindacati da inviare all'amministrazione comunale. Non proprio un ultimatum, anche se c'è chi svela a mezza bocca quale potrebbe essere di qui a breve il passo successivo se nulla dovesse accadere: inviare alla prefettura una lettera affinché si muova per far rispettare i tempi.

Non è la prima volta che il personale del Comune di Terracina va in subbuglio per i ritardi maturati nella contrattazione collettiva. Ma c'è da dire che era da tempo che non si osservava cotanto malumore. Gli stipendi vengono naturalmente erogati con una puntualità svizzera, ma chi ha lavorato di più, chi merita per abnegazione un premio di performance, chi insomma fa sacrifici per far funzionare in modo impeccabile la macchina comunale, chiede che gli venga riconosciuto il dovuto.