I volontari della protezione civile a corto di divise estive. Addirittura non sono state predisposte le visite mediche per il personale che, mancando questi adempimenti, non può lanciarsi in operazioni di soccorso antincendio. Altro che pacche sulle spalle e proclami, un piano da migliaia di euro elaborato sull'onda emotiva dei tragici fatti del terremoto del centro Italia: gli uomini della protezione civile avrebbero bisogno di azioni concrete. E invece a Terracina la situazione sta per toccare il fondo. Il coordinatore del gruppo comunale della protezione civile, Michelangelo Di Manno, un paio di settimane fa ha presentato le dimissioni per divergenze con chi la protezione civile dovrebbe guidarla, sostenerla e promuoverla. E cioè l'amministrazione comunale che però nei mesi scorsi ha fatto redigere un piano con tanto di finanziamenti regionali da 14mila euro. Tanti soldi da mettere sulla carta, ma per i volontari sono rimaste le briciole. Una beffa, perché si è pensato a fare le cose in grande mentre ci si è persi in quelle semplici.

La denuncia arriva dal consigliere comunale di Forza Italia Valentino Giuliani. «La protezione civile - afferma - è stata abbandonata a se stessa». È l'esponente di minoranza a svelare i retroscena di una gestione che pare essere giunta al collasso. Proprio in questo periodo in cui anche il territorio comunale viene bersagliato dagli incendi. «Un fatto incredibile» insiste Giuliani. «Neanche per quest'anno ci si è dotati di un piano di prevenzione incendi, anzi si scopre che dal 2014 non vengono predisposti i punti di avvistamento». E qui entra in gioco la protezione civile che «non può neanche svolgere attività antincendio visto che i volontari non si sono sottoposti alle visite richieste dalla legge, nonostante ne abbiano fatto espressa richiesta lo scorso febbraio». Chi ha dimenticato la protezione civile? Chi è responsabile? Dall'amministrazione del sindaco Nicola Procaccini non sono arrivate risposte neppure dopo la lettera del coordinatore nel momento in cui ha deciso di tirarsi fuori. E così per una ventina di volontari non è chiaro cosa debba accadere.

Del resto quello di non rispondere sarebbe un vizio emerso più volte nel rapporto tra protezione civile e amministrazione comunale. «In passato è stata fatta rilevare la necessità di acquistare una pompa idrovora, neanche quella» sottolinea Forza Italia. Neppure quando si è trattato di adottare il piano cittadino della protezione civile è stato interpellato il gruppo che resta «ancora in attesa di una risposta su una proposta di modifica del regolamento relativa all'utilizzo dei mezzi».