Stretta ai rubinetti che perdono e agli sprechi di energia elettrica, un po' meno alla dispersione di soldi pubblici legata agli interessi passivi con le banche. Un' emorragia silenziosa che in un batter d'occhio, nel primo semestre 2017, ha fatto sfumare via 30 mila euro circa.

E' accaduto a causa degli Swap, i contratti di finanza derivata nella pancia del Comune da circa 10 anni, stipulati con tre istituti di credito per ristrutturare il debito, con un patto di restituzione a rate a tasso variabile. Proprio la variabile, che per anni ha favorito l'ente producendo introiti, ora comincia a virare in negativo. E dunque, in base al contratto, gli interessi per il Comune si alzano. Un solo esempio: nei giorni scorsi il Comune ha liquidato complessivi 30 mila euro in due distinte tranche a Monte dei Paschi di Siena e Banca Intesa San Paolo: sono gli interessi passivi del primo semestre del 2017.

Sono soldi dovuti per contratto. Ma si potevano evitare. Anzi, si dovevano evitare. Queste le raccomandazioni arrivate negli anni da Corte dei Conti, revisori dei conti, perfino dalla Ragioneria dello Stato, chiamata a certificare lo stato di dissesto nel lontano 2011. Non a caso quasi 4 anni fa la prima giunta Procaccini decise di fare un sacrificio: accantonare 1,6 milioni di euro così da uscire dai contratti Swap. Un "pegno" da pagare alle banche per uscire dalla morsa. E invece ancora non se ne fa niente.

Il Comune ha da un lato congelato oltre un milione e mezzo di euro che però non usa, e dall'altro paga interessi per dei contratti che ormai vanno abbandonati. Inspiegabile l'inerzia dell'ente che si da un gran da fare per passare per risparmiatore. Nella città in cui non ci sono soldi per buche, luci, condizionatori d'aria negli uffici, non è esattamente risparmio far sfumare 30 mila euro per aver perso una "scommessa" finanziaria. Soprattutto se poi sentiamo gli assessori lamentarsi per le briciole ricevute per riparare una strada o per avere l'agibilità di un immobile, e perfino i lavori di abbellimento di un asilo si fanno fare a spese dei genitori. Non ultimo, il paradosso politico in cui rischiano di cadere soprattutto il sindaco Nicola Procaccini e l'assessore al Bilancio Danilo Zomparelli, che con Fratelli d'Italia dovrebbero criticare i governi dei burocrati e l'Europa delle banche e favorire politiche sociali, e invece si fanno passare sotto gli occhi perdite finanziarie molto attenzionate dai controllori delle finanze. Bene chiudere le fontane che perdono e risparmiare sulle bollette. Meglio però guardare bene anche le perdite di bilancio.