I cittadini piangono la vecchia ferrovia, ma alla bisogna la usano come secchio della spazzatura. Eccolo l'ennesimo paradosso della città di Terracina. Quello che è emerso dalla pulizia dei binari dell'ex stazione dalle erbacce, è una metafora perfetta della città: quei paralleli in ferro, ritenuti la salvezza per centinaia di pendolari, per il turismo, per i collegamenti con la Capitale, oggetto di sdegno per le condizioni di degrado in cui versano, una volta liberati dalla vegetazione, mostrano l'altro volto del paese: quello dell'inciviltà. Degrado, ma questa volta prodotto non dalla natura, dalla mano del cittadino.
Un po' la storia della città, maltrattata senza un maltrattatore, pulita e sporca a un tempo. Con la polvere nascosta sotto il tappeto.

A scattare le fotografie, una cittadina che giustamente sdegnata le ha immediatamente pubblicate sul suo profilo facebook gridando vergogna. E c'è da vergognarsi. Sui binari si trovano bustoni neri di immondizia, scatole, bottiglie di birra, contenitori, si intravedono persino due sbarre dei passaggi al livello. Gli stessi probabilmente smontati lo scorso anno, che avevano fatto subito gridare l'allarme a qualcuno: «Tolgono il passaggio al livello, la stazione è finita». Macché. La stazione è sempre nel limbo. La verità è che per qualcuno, in attesa di decisioni, la ferrovia è diventata una discarica comoda per nascondere la sporcizia di casa propria. Accuratamente nascosta sotto l'erba alta. Il Comune taglia di tanto in tanto, e il cittadino incivile ne approfitta. Col carico da novanta. Una miscela esplosiva. Non sarebbe peregrino dunque riproporre di prepotenza all'amministrazione comunale l'interrogativo: cosa deve essere quest'area al contempo così preziosa e sprecata? A prescindere dalla ferrovia, le cui sorti si decideranno altrove, è un polo dei trasporti? E allora deve essere dotato dei servizi adeguati. Cartellonistica, mappe, accoglienza, pulizia, igiene pubblica, bagni, brochure, punti di informazione. L'assessore all'Ambiente Emanuela Zappone vada a sbattere i pugni. Perché l'incognita sulla ferrovia sta diventando un alibi. E l'ex stazione si sta trasformando in un immondezzaio.