Una città ricca di navigatori, un po' meno di poeti. Di sicuro piena di santi. O almeno di chi i santi li celebra con tutti gli onori, con una processione. Anche piccola. In provincia forse non esistono città che contano un numero di ricorrenze religiose pubbliche come Terracina. Città di chiese (piccole, grandi, evangeliche, cattoliche, chiuse, ortodosse, sconsacrate) e ancor prima dei templi innalzati alle divinità. Preghiere per strada, a piedi, davanti alle nicchie, in onore del santo o della santa di turno. Con o senza banda, con o senza gonfalone, in tanti, in pochi, non importa. Di processioni in onore di santi e patroni se ne contano a decine. Una storia di devozione che affonda le radici nel passato.

Basta dare un'occhiata al calendario locale per passare in rassegna i santi di Terracina. Già nel mese di maggio, si affollano tre ricorrenze: c'è l'adorato San Silviano, martire migrante con la processione che parte al mattino del 1 maggio per arrivare alla piccola parrocchia di campagna. Banda, gonfalone, autorità civili, militari, fasce tricolori e cittadini in preghiera. E ovviamente banchetti con moscato e prodotti locali. In maggio c'è anche la processione dei Santi Martiri, i cui fedeli hanno la chiesa in zona stazione. E c'è la ricorrenza di San Domenico Savio. A Giugno arriva invece la festa del Corpus domini, che ha una sua processione. Come una processione viene riservata alla SS. Trinità, una cosa piccola ma comunque tenuta in ogni conto, con tanto di istituzione con fascia tricolore e ordinanza di stop al traffico. Così come avviene per Sant'Antonio al Frasso, sempre di giugno. A luglio c'è la processione per eccellenza, quella della Madonna del Carmelo. Rito così sentito da modificare l'assetto di un'intera città. Pescatori, sacerdoti, militari, politici, tutti insieme celebrano la patrona che troneggia anche al di sopra di San Rocco. Ma a luglio c'è pure Sant'Antonio da Padova a Borgo Hermada, festività sentitissima nella frazione fondata dai coloni. E ha la sua processione. Ad agosto il sindaco è impegnato con la Madonna di Porto Salvo a Badino, la Madonna dell'Assunta e San Pio X a La Fiora, mentre a settembre la cittadinanza attende la festa della Madonna della Delibera, ma c'è anche Padre Pio e la processione di SS. Cosma e Damiano. Ad ottobre si fa una pausa, ma già a novembre si torna a celebrare. C'è la commemorazione dei defunti, che ha un suo rituale pubblico, e poi il "gigante" San Cesareo, che non ha bisogno di presentazioni, con celebrazioni nella parte alta ein quella bassa, con la fiera "doppia". A quel punto, sperando di non averne dimenticata nessuna, ci si potrebbe anche fermare. Non resta che attendere il Santo Natale.