Via libera all'istituzione del Museo del Neorealismo a Fondi, nell'ex convento di San Domenico. E' stato infatti approvato l'emendamento bipartisan proposto dai consiglieri regionali Giuseppe Simeone (Forza Italia) e Enrico Forte (Pd). Il voto c'è stato ieri notte durante la maratona di discussione del mini allegato al bilancio. «Si tratta di un risultato importantissimo sul piano culturale e sociale che risponde all'appello di cinque Comuni, Fondi, Lenola, Sperlonga, Itri e Monte San Biagio, che hanno proposto spiega in una nota Simeone - con deliberazione di consiglio comunale, al presidente della Regione Lazio di approvare l'istituzione del Museo del Neorealismo a Fondi. E fa seguito alle deliberazioni dei consigli provinciali di Latina e di Frosinone che hanno espresso il proprio sostegno all'istituzione del "Museo del Neorealismo" a Fondi».

Simeone riprende le parole del compianto regista Ettore Scola sugli intellettuali fondani che in qualche modo sono la radice culturale del museo: «Libero de Libero, Giuseppe De Santis e Domenico Purificato – figli illustri di Fondi – sono tra i protagonisti del rinnovamento culturale della letteratura, del cinema e della pittura in Italia. Con loro il Neorealismo ha indagato ed illustrato con anima e stile nuovi il rapporto che lega l'uomo e la terra nella quale vive. Ancora oggi il modello estetico ed intellettuale ispira la formazione delle nuove generazioni».

Una battaglia non campanilistica, ci tiene a precisare ancora il forzista, ma per la storia della cinematografia italiana che con il Neorealismo ha fatto scuola in tutto il mondo. «Significa creare il luogo in cui poter aprire e sviluppare il fecondo dibattito con intellettuali che a quella esperienza culturale dedicano i loro studi, insieme ai cineasti che la richiamano alle proprie espressioni artistiche alimentando la formazione delle nuove generazioni. Il Museo del Neorealismo può nascere solo a Fondi, luogo emblematico della cinematografia di De Santis e del Neorealismo, oltre che centrale nel contesto territoriale della Ciociaria. Perché solo i luoghi dove vive la cultura alta e disinteressata possono essere volano di evoluzione sociale, economica e culturale. Con questa scelta abbiamo dato una risposta ai cittadini, agli studiosi, agli intellettuali che ora potranno contare su un polo culturale di riferimento, a livello nazionale ed internazionale, non solo per la corrente artistica del Neorealismo. Questo Museo, infatti, sarà anche il centro in cui far crescere ed alimentare la vita culturale di un Paese intero che nel Neorealismo ha trovato una nuova voglia di riscatto grazie a, riprendendo le parole di Calvino, quell'insieme di voci capaci di portare alla ribalta le "Italie" rimaste sino ad allora inedite. Ora la giunta regionale, con deliberazione da adottarsi entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge, sentite le competenti commissioni consiliari, individuerà i criteri e le modalità di composizione, organizzazione e funzionamento del Museo. La cultura e la storia in quest'opera si fondono all'insegna dell'arte e della crescita delle comunità che rappresentiamo all'insegna dell'eccellenza».

Sull'istituzione del Museo, come si ricorderà, insiste un piccolo "giallo". Giusto un anno fa in commissione Bilancio, l'articolo sul Museo venne ritirato. Dura fu la protesta dell'associazione "Giuseppe De Santis", che inviò una nota al governatore del Lazio Nicola Zingaretti in cui  ricordava di essere stata «promotrice sin dal 2007 con il Presidente Carlo Lizzani e il Direttore Ettore Scola del progetto del "Museo del Neorealismo", ha inviato al Presidente, alla Giunta e ai Consiglieri regionali una nota a firma delle nuove cariche direttive – il Presidente onorario Giuliano Montaldo, il Presidente Gianni Amelio e il direttore Mario Martone – con la quale li invitava a "voler riconsiderare l'affrettata decisione di cancellare un'iniziativa tanto importante e prestigiosa per l'intera regione». Ci è voluto un anno in più. Meglio tardi che mai.