«Ci aiuti a non scomparire dal panorama cestistico dopo cinquant'anni e dopo che, a giugno, abbiamo rinnovato iscrizioni e tesserati presso la Fip, per non decadere dai diritti federali acquisiti». Si chiude così la lettera aperta che il presidente del "Basket Club Nettuno", Stefano Tocci, ha scritto per il sindaco di Nettuno, Angelo Casto, contestando alcune scelte prese dall'ente in merito all'affidamento in concessione della gestione degli impianti sportivi comunali, fra i quali figura la palestra polifunzionale del Palazzetto dello Sport.
«I suoi uffici - scrive Tocci - hanno partorito un ‘bando' a dir poco criticabile per contenuti e tempistica. Sono inauditi il termine di scadenza (21 agosto) e i pochi giorni richiesti per rispondere (20). Per la mia professione vedo bandi di gara da oltre 35 anni e, mi creda, non ho mai trovato queste scadenze e contemporanee richieste di documenti. Mi sforzo di pensare che non ci sia malanimo, ma solo poca attenzione: la stessa che manifesta qualche suo dipendente nell'affermare che ci vuole poco tempo per rispondere e solo due o tre documenti. Più rileggo il bando - rincara la dose Tocci - e più trovo ostacoli e tempi lunghi. A tal proposito, la esorto a leggere attentamente il tutto e magari anche le nostre precedenti lettere, inascoltate, nelle quali chiedevamo incontri». Una lettera amara, quella di Tocci, che si sofferma anche sui costi che il futuro concessionario dovrà affrontare. «Vede, sindaco, la passione ha un limite, rappresentato dai 17.614 euro più Iva annui che chiedete per l'affidamento della palestra polifunzionale di Santa Barbara. Soldi a cui vanno aggiunti l'energia elettrica, le pulizia, la guardiania, e la manutenzione ordinaria, cioè spese che già affrontiamo».
Non è tutto: «Adeguati interventi di migliorie, anticipo semestrale di canone (8.807 euro più Iva), piano di investimento, organizzazione del personale, interventi sociali e, per non volermi dilungare, ‘uso gratuito degli impianti da parte del Comune per 72 ore, lasciando al concessionario gli interventi di pulizia e manutenzione, vigilanza e custodia'. Come a dire: il Comune, giustamente, lo prende e lo utilizza per sé, ma la ‘ramazza' tocca a noi, compresa eventuale manutenzione».
Tanta amarezza, dunque, nelle parole di Tocci, che chiede, infine, di rivedere i termini di scadenza dell'avviso, la rivisitazione di alcuni contenuti e un incontro col sindaco nei primi giorni di settembre.