Crisi idrica? Si potrebbe tornare all'antico. E' questa l'idea di Vittorio Del Duca, imprenditore agricolo e referente locale di Coldiretti, che interviene su un problema, quello dell'approvvigionamento idrico, che ha creato enormi disagi in questa stagione: «La posizione collinare di Sezze e la relativa lontananza dalle sorgenti, hanno sempre rappresentato un ostacolo all'approvvigionamento idrico, almeno sino al 1866, quando Pio IX , su progetto dell'ingegnere Armellini, fece zampillare per la prima volta l'acqua in paese, alla piazza De Magistris. L'acqua – prosegue Del Duca – giunse per caduta e per ferreos tubos dalla sorgente di Monte S. Angelo nel Comune di Bassiano, distante sette chilometri. La fontana di Pio IX, alleviò notevolmente le condizioni igienico sanitarie della città, alle quali la popolazione aveva da sempre cercato di rimediare in diversi modi. Primo tra tutti la costruzione, ai piani interrati, di grosse cisterne in muratura per la raccolta delle acque piovane, che vi confluivano dal tetto dell'abitazione, a mezzo di tubi di rame o in lamiera zincata. Nei primi del Novecento comparvero nel paese diverse fontane e alle porte di accesso i fontanili per l'abbeveraggio degli animali, soprattutto muli e cavalli. Le cisterne esaurirono la loro funzione, furono in massima parte demolite, oppure trasformate in "grotte" per l'invecchiamento di vini in bottiglia, previa costruzione di alcuni scalini per potervi scendere. È grazie a questa diversa destinazione se alcuni di questi manufatti sono giunti sino a noi, a testimoniare quanto sia necessario disporre di acqua limpida e pulita e di territori protetti dall'inquinamento».