Il consigliere comunale di minoranza nonché ex sindaco dell'isola di Ponza, Piero Vigorelli, è intervenuto in merito al sopralluogo che giovedì scorso è stato fatto sull'isola di Zannone. La questione è quella relativa allo stato di degrado in cui versa l'isolotto e all'uscita di questo dal Parco del Circeo, volontà che ora pare stia vacillando.  Venerdì scorso, a bordo del gommone del Parco, sono sbarcati a Ponza il presidente Gaetano Benedetto e il direttore Paolo Cassola, che hanno tenuto un incontro con il primo cittadino dell'isola. La visita di giovedì invece, ha visto la partecipazione del sindaco Francesco Ferraiuolo, Mimma Califano, Gennaro di Fazio, il presidente del Parco e tre dipendenti della ex Forestale. Il primo appunto di Vigorelli è stato relativo al mezzo che è stato utilizzato per raggiungere l'isola: hanno viaggiato a bordo del gommone della Ciccio Nero Company, nonostante il Comune di Ponza abbia due gommoni in perfetta efficienza. La critica poi si è estesa all'oggetto della discussione, ovvero ai luoghi dove il gruppo ha scattato delle foto per immortalare il momento. Una zona distante da quella oggetto di denunce da parte di Vigorelli, dove ci sono cumuli di spazzatura e strutture fatiscenti.


«Sul posto, si sono fatti delle belle foto ricordo, che Danilo di Maio, ha pubblicato con il seguente commento: "Incontro tra la nuova amministrazione e l'ente Parco! I primi passi verso la nuova gestione dell'isola di Zannone!».  Immediato il commento negativo dell'ex sindaco, teso a stroncare ogni aspetto positivo dell'incontro e dell'operazione di rilancio dell'isola.  «Ma non fatevi trarre in inganno. Le foto sono state scattate al faro di Capo Nigro, la sola piccola area di Zannone che non è proprietà del Comune di Ponza, che è stato oggetto di restauri quattro anni orsono, con i soldi dello Stato. Per questo è un luogo abbastanza pulito di fresco. Sicuramente i nostri eroi si sono vergognati di farsi fotografare davanti o dentro la Villa Comunale di Zannone, che è ridotta a uno schifo.
A loro era necessario far vedere agli sciocchi che Zannone non è quel degrado documentato dalla Polizia Locale di Ponza nel 2015-16, oggetto di denuncia alla Procura della Repubblica».
«Gli amministratori - ha continuato Vigorelli - sono entrati nell'edificio del faro, hanno visto gli alloggi della ex Forestale e la cucina tirati a lucido, perché quei locali non vengono utilizzati e vissuti da tempo.
Forse il presidente del Parco non ha fatto vedere alla delegazione ponzese, proprio sul lato destro del faro, la discarica a cielo aperto con tubi eternit, brande da letto, frigo, cucina a gas, condizionatori dismessi, materiali e scarti dell'edilizia. Non saranno neppure entrati nell'edificio a mattoni rossi che è ricolmo di schifezze varie, dai ponteggi a altri materiali di uso comune, forse suppellettili di prima del restauro. Forse non avranno visto le carogne putrefatte dei mufloni morti di fame ai lati del viottolo che dal mare porta al faro». Prese in giro a parte, una cosa è ormai certa: Ferraiuolo e gli ambientalisti comunisti che lo condizionano, non ne vogliono sapere di uscire dal Parco del Circeo e di riportare a casa Zannone. Fra poco sentiranno tintinnare i 30 denari di Giuda che il Parco offrirà loro per l'affitto della nostra isola. Mi dispiace per Zannone, per Ponza e per i ponzesi». A marzo scorso in consiglio comunale venne votato all'unanimità l'uscita di Zannone dal Parco. Dopo cinque mesi dal voto, ora le cose sembra che stiano tornando indietro rispetto a quella data.