Oggi, presso la sede di Assolombarda a Milano, in presenza delle Rappresentanze Sindacali Aziendali, e delle Segreterie Territoriali e Nazionali di Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil, è stato presentato il piano industriale di ALFASIGMA, azienda farmaceutica nata dalla fusione di ALFAWASSERMANN, SIGMATAU e BIOFUTURA, nei fatti operativa dal 1° agosto scorso.

Con oltre 3.100 addetti, di cui circa 1.700 in Italia, e più di 1 miliardo di fatturato, ALFASIGMA si appresta a diventare la terza società farmaceutica italiana. Tuttavia, resta ferma l'intenzione da parte dell'azienda di aprire le procedure per la dichiarazione di esubero di 456 addetti, generate, secondo la direzione aziendale, dalla fusione e dall'integrazione delle diverse funzioni e delle strutture operative.

Una prospettiva, questa, che risulta inammissibile per la Femca Cisl e che desta forte preoccupazione tra i lavoratori che sarebbero interessati al provvedimento: "A nostro avviso si tratta di una decisione inaccettabile" – ha espresso il Segretario nazionale Gianluca Bianco, Responsabile del Comparto chimico – "anche considerate le comprensibili sovrapposizioni create dalla fusione. Questa volontà da parte dell'azienda getta un'ombra su una operazione di sicura valenza per tutto il settore industriale e farmaceutico italiano".

Nei precedenti due incontri, l'azienda aveva proposto alcune delle linee strategiche, presentate poi nel Piano Industriale, che lasciavano intravedere un forte sviluppo della nuova società con investimenti anche consistenti: potenziamento della ricerca, sviluppo del portafoglio prodotti, espansione a livello internazionale, mantenimento e ammodernamento dei siti produttivi di Pomezia (RM), Alanno (PE) e Sermoneta (LT). Tutto questo rischia di essere messo in discussione davanti allo scenario di incertezza per il futuro di centinaia di lavoratori.

"Chiediamo che il Governo intervenga su questa vertenza" – ha ribadito Nora Garofalo, Segretaria generale Femca Cisl – "Occorre costruire un quadro di necessarie garanzie a difesa dei lavoratori e un Piano Industriale in grado di salvaguardare lo sviluppo dell'azienda e la tutela dell'occupazione".

Una richiesta di incontro in tal senso verrà inviata nelle prossime ore al Ministero dello Sviluppo Economico.