Due avvenimenti che sembrano un pò in contraddizione tra di loro. Il 18 luglio scorso la conferenza dei sindaci dell'Ato ha stralciato dal piano delle emergenze i dissalatori. Il 4 ottobre scorso, giunge in comune una nota della Segreteria Tecnica operativa dell'Ato4 che comunica all'amministrazione che la conferenza di servizi ha dato parere favorevole ai dissalatori nel porto di Formia. E' stato subito l'allarme, con la conseguente precisazione che quel parere è una pura formalità. Ma su questo sono in molti ad avere ancora dei dubbi. Tra questi anche il movimento Art. Uno Mdp di Formia, con referente locale l'ex assessore comunale alle politiche ambientali Mariarita Manzo, pronto a chiedersi: «Perchè la Conferenza dei sindaci non ha provveduto immediatamente, con regolare deliberazione, a indirizzare il finanziamento per i dissalatori sul rifacimento della rete idrica?». Per il gruppo politico anche questa vicenda «dimostra la non chiarezza dei rapporti tra i vari soggetti che costituiscono l'Ato ( comuni; provincia; società, STO)». E qui anche qualche attacco al governo cittadino, in primis al sindaco. «Abbiamo assistito a dichiarazioni di fuoco da parte di vari amministratori poi smentite da atteggiamenti che al di là delle parole si dimostravano inconcludenti ed oltretutto non si può sparare a zero sul gestore e poi festeggiare con lo stesso per l'apertura di un pozzo. Abbiamo bisogno per la credibilità della battaglia di gesti cristallini». Chiaro il riferimento alla mancata solidarietà nei confronti dei denunciati per la protesta contro la crisi idrica.  «Il non prendere posizione nasconde una scelta di campo che inficia la stessa credibilità della battaglia contro Acqualatina. E appellarsi al popolo solo ora qualche dubbio lo desta». Ed ancora: «Qualche amministratore riparla di navi cisterna contraddicendosi con quanto aveva affermato alcuni mesi prima (eccesiva esosità del servizio… ). Dimenticando che i costi delle navi cisterne ricadono sulla tariffa. Abbiamo l'impressione che si navighi a vista e con il pallino sempre in mano al gestore».
Il movimento Art. Uno Mdp di Formia ribadisce il proprio no ad ogni ipotesi di soluzioni «dannose come quelle dei dissalatori, ipotesi che immaginavamo sventata e che, invece, torna nuovamente e paurosamente alla ribalta, nonostante l'aperto dissenso espresso dalla città». In primis dello stesso consiglio comunale.