Una scuola davvero inclusiva è quella che attraverso studenti, insegnanti, famiglia e territorio assume le caratteristiche di un ambiente che risponda ai bisogni educativi di tutti e di ciascun alunno e non solo di quelli con disabilità. Sembra un miraggio andando a vedere i numeri, strutture e dinamiche di questo avvio di anno scolastico dove la logica dei numeri impone rapporti squilibrati tra l'alto numero di alunni portatori di handicap e gli insegnanti di sostegno assegnati al territorio: sono 2900 gli alunni con disabilità certificata che sono rientrati in classe in tutta la provincia e 1560 i docenti di sostegno. La buona notizia è che solo recentemente l'ufficio scolastico regionale ha assegnato in deroga al sostegno, sia per gli organici di fatto che di diritto, 90 posti in più (di contro ai 450 a Roma, ai 35 a Frosinone, 15 a Rieti e 80 a Viterbo), ma non basta. E' il sindacato degli insegnanti a dirlo, la Gilda Unams, che ha parlato, per questo passaggio che era atteso da tempo di "una cifra ancora insufficiente rispetto alle necessità territoriali e senza il giusto rapporto con il numero di alunni". La legge dei numeri non lascia dubbi: su 2900 certificazioni 1200 sono di disabilità grave e hanno bisogno di 1200 insegnanti di sostegno, uno per ognuno di loro secondo quello che dice la legge. Dal momento che i 90 posti in deroga serviranno a coprire i posti per il sostegno di disabili gravi, questo significa che per i casi medio gravi e lievi resteranno solo 360 docenti con il rischio che in alcune scuole si arrivi ad un insegnante di sostegno ogni 7 o 8 studenti con handicap da seguire.