Il Palabianchini agibile solo su ordinanze del sindaco per le partite di basket, la piscina scoperta al centro di un contenzioso e di una trattativa sfibrante che va avanti da un anno, la gestione degli altri impianti sportivi regolata con protocolli di intesa firmati dal sindaco e non ancora regolarizzati in giunta, il nuovo bando ancora in stand by e uno stato di criticità generale delle strutture che «decanta» da tanto tempo. Quello degli impianti sportivi era una delle pagine nere nel libro che la nuova consiliatura ha ereditato dalle precedenti amministrazioni e dopo un anno e mezzo ancora risulta essere il settore più difficilmente gestibile a piazza del Popolo. Dopo l'ennesima trattativa sfumata tra il concessionario della Open Nuoto 2000 e le squadre di pallanuoto ora a intervenire è il consigliere comunale Matteo Coluzzi, particolarmente pressante sind all'inizio del mandato su questo tema a tutela del valore sociale e identitario dello sport.
Un studio a vuoto
«Leggendo le ultime vicissitudine sulla piscina - dice - mi viene da affermare che nonostante sia stato preso del tempo per studiare e nonostante i numerosi incontri e tentativi di mediazione ancora oggi non abbiamo cognizione di come la maggioranza voglia risolvere queste problematiche. Dobbiamo interrogarci sui sacrifici che le squadre che portano il nome di Latina fanno quotidianamente per giocare nella loro città: al di là della valenza agonistica viene sottovalutato anche il ruolo che lo sport ricopre come simbolo dell'aggregazione sociale e dell'inclusione». «Qui non stiamo parlando di un problema circostanziato in un unico ambito - prosegue il consigliere di minoranza - ma di una criticità diffusa nel tessuto sociale della città e di problematiche sollevate da tempo e a cui ancora non sono state date soluzioni».
Accuse all'assessorato
«A questo aggiungerei la totale inconsistenza dell'assessorato allo sport in questa città- rincara Coluzzi - assessorato che nei suoi diversi attori e avvicendamenti nonostante sia stato chiamato in causa spesso dal sottoscritto e dall'opposizione, non ha mai dato risposte alle problematiche di questo settore. Si è invece verificato lo svilimento del suo ruolo con una amministrazione che ha fatto convergere tutte le responsabilità sull'assessore al patrimonio». Coluzzi lamenta che in un anno e mezzo non si è riusciti ad avere una informazione dettagliata sulle criticità e sulle soluzioni che sono state mese in campo: «Basti citare i canoni di gestione degli impainti sportivi, l'inagibilità delle strutture e le continue ordinanze sindacali per impianti come il Palabianchini in continuità con il modus operandi tanto criticato da Lbc». E non c'è da ridere neanche a poche centinaia di metri dalla piscina scoperta perché Coluzzi solleva il problema del Palaceci. «Non c'è solo la piscina scoperta costretta in futuro ad ospitare le squadre di serie A2 senza la certezza delle docce e degli spogliatoi dopo la partita, ma c'è anche il problema del Palaceci. Anche in quel caso è stato fatto un affidamento, ma le società ospitate denunciano una parziale inagibilità della struttura in mancanza degli impianti di condizionamento.
Sembra che quando si gioca si creino dei disagi legati alla condensa che si forma nella struttura e vengono denunciate anche la mancanza di acqua calda e la presenza di una forte umidità. Tutti fattori per cui subiscono multe sportive, una situazione indecorosa per una città capoluogo».