La"Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne" a Bassiano è stata vissuta con un lungo spettacolo dal titolo:"Viaggiando nell'universo femminile" ideato e diretto dalle donne della Consulta femminile Ipazia. Un momento di riflessione che ha coinvolto l'intera comunità, richiamando nel piccolo borgo dei Lepini, un pubblico attento ed entusiasta, che  letteralmente gremito l'Auditorium comunale. Filo conduttore: la fragile esistenza d'ogni donna.

Il pomeriggio si è aperto con la proiezione del cortometraggio del regista Paolo Budassi,"Senza occhi, mani e bocca". Un'opera prima, ispirata da un caso di violenza adolescenziale, in cui si affronta un tema sociale di straordinaria attualità: la fiducia tradita di una ragazzina di paese, proprio da quella figura che avrebbe dovuto rappresentare il proprio rifugio spirituale. L'operaha vinto 31 premi nei festival più prestigiosi d'Italia, tra i quali "Tulipani di Seta nera", presente al Festival di Cannes nel maggio scorso, invita a riflettere sulla carenza di strutture di supporto e l'incapacità della rete sociale e familiare ad affrontare casi del genere. Ieri a Bassiano vi erano i giovani attori, che hanno magistralmente interpretato i ruoli affidati loro dall'altrettanto giovane regista Budassi che ha raccolto il plauso del pubblico e dello scrittore Jeff Anelli, visibilmente commosso per l'interpretazione che. dieci donne della consulta e due giovani uomini, hanno dato alle poesie contenute nell'opera:"Basta mi fai male!".

Un'opera che assieme alle altre poesie di Anelli, saranno presentate nell'aula Kock (Senato della Repubblica) il prossimo 1 dicembre.

La scrittura di questo bravo e poco conosciuto, autore lepino, è solitamente densa di richiami ritmici e visioni oniriche ma con questo lavoro, Anelli si pone al di sopra di ogni diversità di genere, ed analizza con fredda capacità oggettiva l'introspezione del femminile. Un atto attraverso il quale l'Autore ha racchiuso i ritratti di donne nate dall'interpretazione poetica di quei "faits divers". Fatti di cronaca, spaccati di vita che si mescolano a reminescenze letterarie e tratteggiano figure dalle diverse personalità, le cui storie toccano l'anima per realismo e intensità espressiva. Così come la mirabile riduzione teatrale e letteraria, fatta dall'attrice Amalia Avvisati, che ha interpretato la vita diCaterina Trivulzio di Belgiojso,ricollocando l'eroina risorgimentale in quell'aurea di modernità celata nel tempo dalla palese distrazione che ancora nutre la critica verso la letteratura femminile.

La nobile garibaldina di origini milensi, patriota, scritrtice e giornalista italiana, vissuta tra il 1808-1871, ha dedicato tutta la sua vita all'affermazione del proprio ruolo di donna in un contesto storico rivoluzionario, ancora ben lontano dal riconoscimento della parità intellettuale.

Il monologo scritto da Amalia AvvisatiUna, centomila e mai nessuna, ne ha messo in luce la lucida potenza visionaria: educatrice, fondatrice di giornali, madre e rivoluzionaria che, in "Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire", scriveva: "per la prima volta mi dirigo al pubblico nella mia lingua in un momento in cui essa è l'oggetto di sapienti discussioni e di ardui problemi, (....) nell'esporre i miei pensieri mi prefissi soltanto di essere facilmente intesa. L'eleganza nello stile non è cosa che io posseggo. (...) Scrivo perché parmi di avere qualche cosa da dire, che possa per avventura riuscire, non inutile al mio Paese". Consapevole del limite umano che sottrae alla memoria quanto dovrebbe essere tenuto in vita, custodito e protetto esorta: "Vogliano le donne felici ed onorate dei tempi avvenire rivolgere un pensiero a quelle che le precedettero e ricordare con gratitudine quelle che a loro aprirono la via alla non mai goduta e forse appena agognata felicità". Una patriota che grazie ad Amalia Avvisati è tornata a vivere spingendo il suo sguardo visionario fino al nostro tempo.