Una nota inviata questo pomeriggio da Latina Bene Comune rispetto alla vicenda dell'alta diagnostica si conclude con questa frase indirizzata ai mezzi di comunicazione: " Ci auguriamo che tutto il sistema dell'informazione locale tenga conto anche in questa occasione del testo unico dei doveri del giornalista approvato dal Consiglio Nazionale dell'ordine dei giornalisti il 27 gennaio 2016". Una frase che ha il pessimo sapore della velata minaccia. In risposta pubblichiamo una nota.

"Cara Lbc, la vostra sigla (ma ve lo avranno già detto) suona malattia grave: l'intolleranza, la madre di ogni sopraffazione. Vedete le verità non esistono in politica ove regna l'opinione che è per sua natura diversa e per fortuna lo è. Leggiamo alla fine di un vostro comunicato, (ma chi ve li scrive Joseph Goebbels?): "Ci auguriamo che tutto il sistema dell'informazione locale tenga conto anche in questa occasione del testo unico dei doveri del giornalista approvato dal Consiglio Nazionale dell'ordine dei giornalisti il 27 gennaio 2016". E' una minaccia? Ma state scherzando, voi state minacciando chi vi deve controllare per conto della "pubblica opinione" che non è fatta da tifosi ma da cittadini. Quello che avete scritto è "bruciare i giornali". Una informazione che piace al capo è propaganda, una cosa diversa diversa dal giornalismo. Questa frase da sola spiega le ragioni del vostro torto, non serve altro. Speriamo che i vostri dirigenti, il sindaco, chiedano scusa a tutti i lavoratori dell'informazione e alla città. La minaccia ai giornalisti è minaccia alla libertà, senza se e senza ma".

Lidano Grassucci
Giovanni Del Giaccio
Rita Cammarone
Gaetano Coppola
Marco Cusumano
Alessandro Panigutti
Tonj Ortoleva
Egidio Fia
Federico Domenichelli
Jacopo Peruzzo
Francesco Marzoli
Marianna Vicinanza
Eleonora Spagnolo
Michele Marangon
Andrea Ranaldi
Luca Artipoli
Gianpiero Terenzi
Valeriano Cervone
Mauro Bruno
Silvia Colasanti

Graziella Di Mambro

Emanuela Gasbarroni 

Mariassunta D'Alessio 

Sull'argomento arriva anche una nota di Stampa Romana sezione Latina

"L'Associazione Stampa Romana, sezione Latina, respinge con decisione l'invito che il movimento Latina Bene Comune fa alla "stampa locale" al termine di un comunicato sui lavori del Consiglio Comunale sul problema dell'Alta diagnostica, affinché "tenga conto anche in questa occasione del testo unico dei doveri del giornalista approvato dal Consiglio Nazionale dell'ordine dei giornalisti il 27 gennaio 2016".
Non sappiamo se l'estensore del comunicato faccia riferimento a un particolare articolo del documento citato e, se sì, a quale. In ogni caso chi ha redatto quel comunicato ha dimenticato invece che esiste il diritto di cronaca e di critica, soprattutto nel campo della politica, che è per eccellenza luogo di confronto (e perché no, di scontro) di idee e di opinioni. Quando ci si mette in gioco bisogna anche saper accettare il dissenso e, se si ritengono lesi i propri diritti, ci sono gli strumenti per far valere le proprie ragioni nei confronti di chi si ritiene abbia sbagliato. La frase con la quale si conclude il comunicato, è invece un "invito preventivo" rivolto indiscriminatamente a tutta la stampa cittadina e rappresenta, se non proprio una minaccia, sicuramente una interferenza e una inaccettabile offesa grave verso il lavoro di una intera categoria".

Il referente Gaetano Coppola