A distanza di sole 24 ore dall'annuncio del sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, relativo alla stabilizzazione definitiva dei 93 dipendenti pubblici vincitori di concorso e da anni in attesa di un contratto a tempo pieno e indeterminato, intervengono quattro organizzazioni sindacali.
In particolare, la nota diffusa ieri è stata firmata da Mauro Navarra (Cgil Fp), Giancarlo Cosentino (Cisl Fp), Stefano Lulli (Csa) e Guglielmo Marchetti (Diccap). «Apprendiamo con estrema soddisfazione la fine dell'incubo per 93 vincitori dei concorsi pubblici a tempo indeterminato al Comune di Pomezia. Grazie alla Riforma Madia, per cui le organizzazioni sindacali a livello nazionale si sono spese e su cui tanti dipendenti comunali hanno dato il contributo con manifestazioni e sollecitazioni nei diversi livelli istituzionali, la Giunta Comunale ha potuto raggiungere l'attuale importante risultato. Un plauso va quindi a tutti i rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali, comunali e dei corpi intermedi che sono intervenuti sul problema, contribuendo a un risultato che è dei lavoratori e dei cittadini».
Poi il passaggio più "politico": «Non ci interessa prenderci meriti e definire ‘storici' o ‘epocali' atti amministrativi che danno solo giustizia a lavoratori che avevano il sacrosanto diritto, da tempo, a essere assunti perché vincitori di un concorso pubblico, ed è indubbio che anche il sindacato ha fatto la sua parte in questa tristissima vicenda che per fortuna ha trovato positiva soluzione grazie al lavoro di tutti e non solo di qualcuno. Il sindacato - prosegue la nota - continuerà a esserci».
Non manca, però, una precisazione di non poco conto: «Da una prima verifica dell'atto della Giunta di Pomezia, che ha inteso agire senza il confronto con le parti sociali, emerge anche una grave carenza poiché non ha risolto il problema del diritto all'assunzione di tutti i vincitori di concorso (a un primo screening risultano in cinque a essere rimasti fuori). Forse un confronto sul tema, come accade nella stragrande parte dei Comuni italiani che rispettano le norme, avrebbe consentito una migliore programmazione e di non lasciare nessuno indietro. Dobbiamo evidenziare - hanno concluso i sindacati - che una pesante scure pende ancora sulla testa di tutti i lavoratori del Comune di Pomezia per gli accertamenti effettuati negli anni passati dal ministero dell'Economia e Finanze, che potrebbero comportare per i prossimi dieci anni decurtazioni tali da abbassare i loro stipendi al di sotto della soglia di povertà. Le assemblee di questi giorni e la proclamazione dello stato di agitazione sono iniziative obbligate per convincere l'amministrazione ad applicare la legge, ed esattamente il Decreto Salva Roma, prima che la Corte dei Conti intervenga».