Intorno alle antenne, specialmente quelle ancora non nate, si era assiepata una folta varietà politica: mancavano pochi mesi al voto, e non c'era candidato o aspirante tale che non fosse in ambascia per le sorti dei cittadini, esposti alle emissioni elettromagnetiche provenienti dalle stazioni base della telefonia. Tutti esperti: «Troppo vicina alle persone, alle abitazioni». Il commissario Ocello, che pure si è trovata ad autorizzare un impianto in piazza Donatori di sangue, fu spinta a modificare il regolamento, indicando area sensibile anche i palazzetti dello sport. Trovandosi l'antenna in piazza Donatori di sangue, ovvero a due passi dal palazzetto, il no all'antenna è venuto facile.

Ancor più facile è stato però per la società Wind, titolare della concessione, fare ricorso al Tar, ottenere la sospensiva del diniego e riattivare l'autorizzazione a installare l'impianto. Proprio lì, dove nessuno lo voleva. Dove Ncs, Pd, FdI, FI, partiti, liste, associazioni si dicevano disposti a incatenarsi. Il Procaccini candidato nel 2016 invitava il commissario a revocare la concessione perché quelle decisioni andavano in contrasto «all'attività precedente che ha visto il Comune dialogare con enti e associazioni per mettere mano al regolamento delle antenne». Oggi, davanti a una formale diffida, il Procaccini amministratore, attraverso i suoi uffici, è costretto a dire alla Wind: ecco il contratto. Onde evitare grane giudiziarie.

La politica, infatti, fuori della campagna elettorale, ha solo un'arma: fare le regole. Che non sono state fatte. L'iter per un piano organico risale al 2007, è stato interrotto nel 2009, ripreso nel 2015 e poi interrotto di nuovo. Alla fine il Tar ha lo ha definito illegittimo perché con divieti generici. Siamo alle soglie del 2018, e le antenne continuano a spuntare. Niente soldi per i canoni, niente ordine, per di più spese legali.

A chiedere l'aggiornamento del Praeet, il piano analitico delle emissioni elettromagnetiche, accodandosi a Agenda 21 e Wwf, è Ala Sociale, già intervenuta con il suo presidente Marco Senesi qualche giorno fa sulla recente antenna in arrivo in via Bernini. «Urge regolare questo servizio al fine di proteggere la salute dei nostri concittadini» , scrive Senesi, che vorrebbe creare un comitato sulla questione.