ra apparso spinoso sin da subito. E ora anche il Tar prende tempo: «Da un sommario esame, non appare destituita di fondamento la censura avverso il requisito della residenza».

La censura è quella mossa da tre candidati, rimasti esclusi dal concorso per 10 vigili urbani stagionali, partito il 24 aprile del 2017, proprio perché non residenti a Terracina. Il Tar ha ora accolto però la loro richiesta di sospendere in via cautelare l'efficacia dell'avviso in attesa della pronuncia nel merito su un'eventuale discriminazione. Risultato, quell'avviso non è più valido. E i 10 vigili urbani vincitori di concorso, se dovessero servire domani, non potrebbero lavorare. Tutto congelato fino al 7 giugno, giorno dell'udienza di merito.

La questione
Il concorso per la selezione di 10 vigili urbani stagionali ha suscitato diverse contestazioni. Una di queste è quella relativa al requisito della residenza, sollevata da tre candidati, tutti di Sperlonga ma provenienti da precedenti graduatorie del Comune di Terracina. Quando è spuntato nell'avviso, giustificato con l'esigenza della conoscenza del territorio, i tre hanno fatto un balzo sulla sedia perché loro la città la conoscevano. Hanno così partecipato ugualmente, ma sono stati esclusi. Così, arrivati tardi per un ricorso al Tar, hanno deciso di fare ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, assistiti dall'avvocato Dario Bonamano di Fondi: sostengono di aver subito una discriminazione.

La trasposizione davanti al Tar
L'Avvocatura del Comune ha voluto ridurre i tempi di giudizio. L'avvocato Martina Iannetti ha chiesto la trasposizione del ricorso straordinario in sede giurisdizionale. Procedura prevista. La palla è passata al Tar. L'avvocato Bonamano si è costituito in giudizio su mandato dei suoi assistiti e alcuni candidati vincitori si sono costituiti "ad opponendum", opponendosi al ricorso. Nei giorni scorsi la pronuncia sulla cautelare: il Tar ha accolto l'istanza di sospensiva perché, si legge, «da un sommario esame proprio della fase cautelare, non appare destituita di fondamento la censura avverso il requisito della residenza».

Tutto da valutare, dunque, il requisito che nel bando restringe il campo dei candidabili ai soli residenti di Terracina.  C'è, a dire il vero, un decreto legislativo, il 150 del 2009, che ammette il requisito della residenza nei concorsi quando è «strumentale all'assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con identico risultato». Deciderà il Tar, se a Terracina era indispensabile.