Pratiche non definite per tempo, attese lunghissime, provvedimenti ignorati o dimenticati. Sono solo alcune delle situazioni che nei tempi recenti hanno portato a tantissime nomine di commissari ad acta nel Comune di San Felice Circeo, con una conseguenza diretta per la collettività: l'aumento delle spese per le casse pubbliche. Lo dimostrano anche diversi debiti fuori bilancio riconosciuti dall'assise. Nel piano triennale per la prevenzione della corruzione, questo problema viene analizzato e rapportato alla dichiarazione di dissesto finanziario del 2012.
Nell'atto si ricorda che ad agosto l'organo straordinario di liquidazione ha concluso l'attività relativa alla gestione dei debiti pregressi con «una rendicontazione positiva di circa 40mila euro oltre a somme da accertare per circa 1.500.000 euro». E poi si aggiunge: «La dichiarazione di dissesto finanziario ha generato un forte rallentamento dei servizi occasioni. In varie occasioni, la Regione Lazio/altre autorità hanno nominato commissari ad acta in sostituzione dei responsabili di servizi per il rilascio dei provvedimenti amministrativi a discapito del bilancio dell'Ente». Come raccontato ieri, in un caso il Comune di San Felice ha "ignorato" un decreto ingiuntivo e anche la pronuncia con cui il Tar ordinava all'Ente di ottemperare entro massimo 60 giorni. Ecco il perché della nomina del commissario ad acta e la spesa per le casse pubbliche è raddoppiata.
L'elenco delle criticità non finisce qui. «Tra le ulteriori conseguenze generate dalla dichiarazione di dissesto finanziario vi è un non bilanciato assetto organizzativo rispetto alle competenze specifiche». Si fa riferimento all'assorbimento ad interim di diversi settori. «Il disallineamento delle competenze specifiche rispetto alla gestione del numero dei servizi comporta l'impossibilità di un adeguato aggiornamento formativo e carichi di lavoro che – si legge nell'atto – si esasperano con l'avvicinarsi della stagione estiva determinando un incremento marginale crescente della domanda di servizi». Tutto ciò ha «determinato di fatto forti e concrete difficoltà gestionali nella struttura organizzativa dell'Ente».