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Venerdì 02 Dicembre 2016

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Caos per il patrimonio

San Felice Circeo

Sotto accusa altri beneficiari di concessioni

L’atto di sfratto del “Circeo Fishing Club” ha sollevato un vespaio di polemiche e nel ricorso al Tar - al momento i provvedimenti dell’ente sono stati sospesi con due decreti monocratici - l’associazione ha lamentato sostanzialmente una disparità di trattamento rispetto ad altre situazioni ritenute irregolari. Nel documento si parla letteralmente di «innumerevoli situazioni di pluriennale abusivo utilizzo di strutture e beni patrimoniali del Comune di San Felice Circeo, in difetto di qualsiasi accordo o convenzione». Il funzionario del Comune nei provvedimenti di sfratto sottolinea come la concessione in comodato d’uso con il “Fishing Club”, sottoscritta nel 2012 per i locali di piazza Lanzuisi, sia scaduta nel 2013. Pertanto da quella data l’associazione occuperebbe senza titolo la sede. Alla luce di questa considerazione, il Comune di San Felice Circeo, motivando tale scelta con la necessità di reperire risorse economiche alla luce del dissesto finanziario, ha chiesto al “Circeo Fishing Club” il pagamento di circa 22mila euro di arretrati. Oltre a ciò, ha intimato all’associazione di liberare la sede entro il 15 aprile, ma il provvedimento amministrativo è stato sospeso con decreto monocratico del Tar in attesa della camera di consiglio fissata per il 21 del mese. Nel ricorso, l’associazione rappresenta di aver proposto al Comune di sottoscrivere una sorta di contratto d’affitto per il locale conteso, con una soluzione che «consentirebbe all’ente - scrivono nell’atto - di ricavare un reddito».

All’interno del medesimo documento si lanciano una serie di accuse nei confronti dell’operato dell’amministrazione e degli uffici. «In contraddizione con la dedotta finalità di reperimento delle risorse, (l’ente locale) ha concesso l’utilizzo gratuito di molteplici strutture e beni di proprietà comunale ad associazioni che avrebbero dovuto svolgere, ai sensi delle delibere di concessione, attività gratuite di interesse pubblico e che invece svolgono esclusivamente attività di interesse privato a pagamento ovvero attività destinate ai soli soci delle singole associazioni». Per quel che riguarda il “Fishing Club” deciderà ora il Tribunale amministrativo, chiamato a pronunciarsi sul ricorso promosso dall’associazione.

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