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Sabato 10 Dicembre 2016

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Mancava da casa dal 1928, la testa di Circe finalmente è tornata a San Felice
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Mancava da casa dal 1928, la testa di Circe finalmente è tornata a San Felice

La storia della scoperta

Era il 1928 quando fortuitamente un pastore scoprì sul promontorio del Circeo una statua antica raffigurante una fanciulla. La statua di Circe si è subito pensato, vista la vicinanza al tempio dedicato - si presume - alla maga che ammaliò Ulisse. Da quel momento in poi, però, San Felice non ha più rivisto quel reperto, fortunatamente recuperato da alcuni privati che l’avevano acquistato e attualmente conservato al Museo Nazionale Romano di Roma. Almeno fino a sabato, quando è stata inaugurata la mostra temporanea (durerà fino a ottobre) realizzata grazie a un accordo stipulato dal Comune col Museo stesso che ha accordato il prestito.
Prima di scoprire l’effigie, presso la Porta del Parco, dove è conservato il reperto, si è tenuto un convegno incentrato sulla figura di Circe, spaziando tra mitologia e storia antica. Il primo, a cura della dottoressa Manuela Mari, dal titolo "Viaggiatori, pirati, mercanti: il mediterraneo di Odisseo". L'altro, invece, a cura del dottor Luca Cerchiai, dal titolo "Le ricette di Circe". A introdurre e coordinare il dibattito, il dottor Alessandro Pagliara, storico dell'Università degli studi della Tuscia.
Al termine dell’evento è stata scoperta la testa in marmo greco. Si tratta di un reperto presumibilmente di età imperiale, che raffigurerebbe Circe. Un’ipotesi avallata dalla vicinanza al tempio che sarebbe stato dedicato alla figlia del Sole, anche se - come ricostruito nella ricerca di Valentina Di Prospero nei tabelloni esplicativi della mostra - non è detto che le imponenti ville romane non potessero ospitare statue di pregio come questa. La presenza di alcuni fori sulla testa fanno presumere che la figura potesse essere ornata con un diadema, simbolo che caratterizzava nell’iconografia antica la figlia del Sole. Inoltre, una epigrafe antica ad oggi ancora conservata ricorda che nel 213 d.C., sotto Caracalla, ci fu un restauro dell’altare di Circe. La donna che ammaliò Ulisse, come ricorda l’Odissea, dopo tanti secoli continua a incantare e dopo circa 90 anni la sua effigie è tornata a San Felice, il luogo in cui già secondo Esiodo (VII secolo a.C.) aveva la propria dimora

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