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Sabato 03 Dicembre 2016

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Il Tar dice no allo stop alla centrale a biomasse

Il Tar di Latina

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Liquami sul promontorio, ordinanza annullata

San Felice Circeo

La pronuncia del tribunale amministrativo sul ricorso di alcuni privati

L’ordinanza con cui il sindaco di San Felice Circeo nel 2007 aveva imposto la bonifica dei luoghi dopo uno sversamento di liquami nell’area protetta è stata annullata. I giudici del tribunale amministrativo di Roma hanno infatti accolto il ricorso promosso da uno dei comproprietari dello stabile che aveva contestato il provvedimento.

Andiamo però con ordine.
La vicenda risale ad agosto di 9 anni fa, quando nel comprensorio del Monte Circeo, all’interno di una villa bifamiliare in cui in parte era stato realizzato un bed and breakfast, si verificò questo sversamento di liquami nel giardino di pertinenza dei ricorrenti, provenienti dalla proprietà del vicino. Ciò sarebbe avvenuto - hanno lamentato gli stessi ricorrenti - per l’inidoneità dell’impianto fognario a sopportare l’aumento del carico abitativo per l’attività lì allestita. Alla luce di questa situazione, il primo cittadino emise un’ordinanza imponendo la bonifica del terreno entro 15 giorni e la messa a norma dell’impianto di scarico di propria competenza. L’atto è stato impugnato innanzi ai giudici del Tar e la vicenda, tra le altre cose, è stata oggetto di un ulteriore ricorso innanzi al giudice ordinario.
Per il tribunale amministrativo il sindaco, trattandosi in sostanza di un problema di vicinato più che di una emergenza igienico-sanitaria per la collettività, non avrebbe dovuto emettere l’ordinanza. Il problema - si specifica inoltre nella sentenza - è legato alla compromissione del corretto funzionamento dell’impianto fognario, dovuta al mancato adeguamento a norma e al sovraccarico legato all’esercizio del bed and breakfast del vicino dei ricorrenti. E poco conta che ci si trovi in un’area protetta, poiché l’autorità comunale - ricorda il Tar - ha a disposizione altri strumenti «per reprimere l’edificazione abusiva, che nel caso in esame costituisce solo uno degli aspetti posti in evidenza in sede di ctu dal perito del tribunale» e per le cui irregolarità all’epoca erano in esame le pratiche di condono.
L’ordinanza è stata dunque annullata, con le spese compensate tra le parti.

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