Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Sabato 03 Dicembre 2016

.




Tentato colpo in banca, ladri ripresi dalle telecamere
0

Scacco alla banda dei bancomat

San Felice Circeo

Fondamentali le tracce di Dna prelevate dopo il tentato colpo alla Banca Popolare del Lazio

Era composta da sei italiani e un romeno, tutti residenti in zona Prenestina a Roma, la banda ritenuta responsabile dagli investigatori di una serie di colpi tentati o messi a segno nei confronti di diversi istituti di credito del Lazio, compresa la Banca Popolare del Lazio di via Sabaudia a San Felice Circeo. È stato proprio questo tentato furto a fornire una prova rilevante agli investigatori, che grazie a delle tracce biologiche sono riusciti ad incastrare alcuni dei malviventi. 

L'indagine, coordinata dalla Procura di Tivoli, è stata avviata a seguito dell'arresto in flagranza di reato di tre soggetti sorpresi dai carabinieri della Stazione di Montelibretti il 15 gennaio mentre facevano i “pali” in favore dei complici che nel frattempo si erano allontanati dopo aver tentato di asportare la cassa continua della Banca Popolare di Milano, con sede nel centro storico di Nerola (Roma). Grazie agli accertamenti tecnici e di natura biologica eseguiti dal Ris di Roma sulle tute utilizzate dagli indagati per travisarsi e poi abbandonate durante la fuga, si è risaliti i complici, ossia gli autori materiali del reato. Attraverso gli accertamenti biologici, in particolare, è stato possibile individuare il profilo del dna di due dei quattro arrestati e ciò è avvenuto per mezzo dei reperti sequestrati in occasione di furti consumati ai danni di un istituto di credito di Ronciglione e del tentato colpo alla Banca popolare del Lazio di San Felice Circeo.
Erano all’incirca le 5 del mattino del 21 febbraio 2016 quando i malviventi, dopo aver rubato un carro attrezzi a Borgo Grappa, tentarono invano di scardinare il bancomat. Prima di provare il colpo, però, i ladri nascosero il mezzo all’interno di un magazzino abbandonato in via del Brecciaro a San Felice Circeo e qui i militari dell’Arma, grazie anche alla collaborazione dei colleghi della locale Stazione, sono riusciti a repertare una serie di indizi rivelatisi poi di fondamentale importanza per gli investigatori. All’interno della struttura, difatti, sono stati rinvenuti dei capelli, delle impronte digitali e anche delle parti del mezzo, il cui tettuccio in una manovra aveva urtato contro il soffitto del locale.
Su tali reperti sono poi stati condotti degli accertamenti da parte del Ris di Roma e attraverso tale attività è stato possibile individuare il dna di due dei quattro destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita ieri, i quali sono poi stati condotti presso la casa circondariale di Roma Rebibbia.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400