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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Ritrovamenti nella grotta delle Capre, si sospettano scavi non autorizzati
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Ritrovamenti nella grotta delle Capre, si sospettano scavi non autorizzati

San Felice Circeo

C’è il sospetto di scavi abusivi all’interno di grotta delle Capre dietro a quanto scoperto ieri mattina da una persona di San Felice Circeo, che ha notato come, nonostante la recinzione apposta dal Comune, qualcuno avesse scavato in prossimità del punto in cui a giugno era stata scoperta una sepoltura presumibilmente d’età romana.
Difficile infatti ipotizzare che quel buco nel terreno si sia aperto da sé e proprio in prossimità del precedente ritrovamento, i cui reperti - venuti alla luce a quanto pare in modo accidentale - fortunatamente sono stati già messi al sicuro dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici. Da questo presunto scavo irregolare è venuta fuori parte di un manufatto, presumibilmente un’anfora, che con molta probabilità fa parte del medesimo contesto archeologico dello scheletro.
Il caso è stato segnalato sia ai carabinieri della locale stazione di San Felice Circeo che all’amministrazione comunale, subito intervenuta - informata la Soprintendenza - insieme alla Forestale per recuperare i reperti ed evitare che potessero essere trafugati.
Quel che appare chiaro è che le misure prese fino ad oggi per evitare che qualcuno potesse introdursi all’interno del sito archeologico per provare a razziare qualche reperto sono state insufficienti. Motivo per cui con molta probabilità si deciderà di correre ai ripari installando un cancello che impedisca temporaneamente la fruizione della grotta.
Almeno fino a quando non verrà effettuata una ricognizione volta ad accertare se siano presenti ulteriori reperti archeologici. All’indomani del ritrovamento dello scheletro, avvenuto agli inizi del mese di giugno, gli enti competenti avevano parlato della possibilità di istituire una vera e propria campagna di scavo. Chiaramente, però, ci sono i necessari passaggi burocratici da effettuare, oltre che la necessità di trovare fondi. Per ora, dunque, la priorità è quella di evitare ulteriori incursioni nel sito archeologico ed eventuali scavi abusivi, così da preservarne per quanto possibile l’integrità.

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