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Domenica 04 Dicembre 2016

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Concessione revocata, sgombero al porto

Il porto di San Felice Circeo

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Sentenza dimenticata, salgono i costi

San Felice Circeo

Il Comune non ha pagato per tempo le spese legali: condanna bis del Tar

Il Comune di San Felice Circeo si è scordato di liquidare le spese legali di una sentenza del Tar e ora dovrà pagare anche una penalità di mora. A patto che saldi il debito entro 60 giorni, perché in caso contrario sulle casse pubbliche graveranno anche i costi di un commissario ad acta.
A stabilirlo sono stati i giudici del Tribunale amministrativo, chiamati a pronunciarsi sul ricorso promosso da uno dei privati che lo scorso anno aveva portato avanti - insieme ad altri - la battaglia per ottenere l’annullamento del nuovo regolamento per la fruizione dell’area portuale.
Si trattava di un atto approvato nell’agosto del 2013, con il quale - in sostanza - si andava a ridurre lo spazio destinato al libero ormeggio, consentendolo tra l’altro solo a imbarcazioni di dimensioni ridotte rispetto al passato. Si andava dunque a ridurre il numero di soggetti che avrebbero potuto ormeggiare. Proprio questo aspetto è stato messo in evidenza dal Tar nelle motivazioni della sentenza con cui è stata dichiarata illegittima quell’ordinanza: si trattava di un provvedimento che avrebbe sacrificato in maniera «eccessiva e irragionevole» gli interessi dei ricorrenti.
Il Comune di San Felice Circeo e le altre amministrazioni pubbliche sono state condannate in solido tra loro al pagamento delle spese legali. L’ente locale, però, a quanto pare se ne è scordato. Motivo per cui uno dei ricorrenti ha deciso di rivolgersi nuovamente al Tar di Latina chiedendo l’esecuzione della sentenza del 15 aprile 2015. Il provvedimento, infatti, è stato notificato al Comune l’11 marzo 2016 ed entro il termine di 120 giorni l’ente avrebbe dovuto provvedere a pagare le somme dovute. Ciò, tuttavia, non è avvenuto.
Ad accertarlo sono stati gli stessi giudici del Tribunale amministrativo, che hanno condannato il Comune a pagare anche una penalità che dovrà essere commisurata al periodo di inadempimento. In ogni caso, però, l’ente locale avrà al massimo 60 giorni. Dopodiché si insedierà un commissario ad acta, la cui parcella (già quantificata in 800 euro) sarà posta a carico delle casse pubbliche. Da aggiungere, infine, altri 1.500 euro di spese di giudizio. Soldi che avrebbero potuto essere risparmiati semplicemente pagando per tempo il dovuto.

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