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Domenica 04 Dicembre 2016

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Il Comune di San Felice Circeo

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Burocrazia a peso d'oro

San Felice Circeo

Spese rilevanti per i commissari: ignorate le sentenze del Tar

I tempi lumaca della burocrazia possono finire per gravare (e anche parecchio) sulle casse pubbliche, quindi sui soldi dei cittadini. A San Felice Circeo, ad esempio, il Comune ha dovuto di recente impegnare sul proprio bilancio 14.914 euro per pagare i commissari ad acta. Il capitolo di bilancio non presenta la necessaria disponibilità e pertanto si è reso necessario – così nella delibera di giunta 173 – un prelievo dal fondo di riserva per 13.414 euro. Prassi, ma si tratta pur sempre di somme che l’ente avrebbe potuto tranquillamente risparmiare. Come? Ottemperando per tempo ai propri doveri. Lo dimostra chiaramente uno dei casi per cui ora sarà necessario pagare tremila euro di parcella a un commissario ad acta e anche un risarcimento danni. Si tratta di un contenzioso urbanistico che va avanti da un ventennio e che si era definito già nel 2005, con sentenza mai impugnata e passata in giudicato.
Nonostante ciò, il privato ha dovuto attendere il 2013 per ottenere il perfezionamento della pratica, avvenuto solo e soltanto con l’arrivo del commissario ad acta. Eppure il Comune sapeva di dover provvedere in merito. Oltre alla già citata sentenza del Tar del 2005 che ha annullato il diniego dell’ente locale sul permesso di costruire per un villino sul lungomare, sul caso i giudici amministrativi si sono dovuti pronunciare più volte. Lo hanno fatto nel 2011, dando all’ente 60 giorni di tempo per ottemperare – nel frattempo il privato aveva già versato gli oneri concessori - e condannandolo anche a duemila euro di spese di giudizio. Anche quei due mesi sono trascorsi inutilmente e con ordinanza del 2012 il Tar di Roma ha nominato il commissario ad acta, la cui parcella – si diceva – è stata quantificata in tremila euro a carico del Comune.
Ma la storia non finisce qui. Il proprietario del terreno ha chiesto anche un risarcimento, stimandolo in 86mila euro. I giudici hanno accolto anche quest’istanza, quantificando il danno subito in tremila euro l’anno dalla data in cui la sentenza è passata in giudicato fino al 2013, quando è stata conclusa la pratica. A pagare, ancora una volta, dovrà essere il Comune di San Felice Circeo. Decine di migliaia di euro che avrebbero potuto essere risparmiate senza troppe difficoltà e magari investite in attività e interventi più fruttuosi per la collettività.

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