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Martedì 17 Gennaio 2017

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La scommessa del biologico, il Lazio e pronto alla sfida

Un momento del convegno presso il Parco Nazionale del Circeo

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La scommessa del biologico, il Lazio è pronto alla sfida

IL Convegno al Parco Nazionale del Circeo

È un mercato «prezioso» quello del biologico ed è per questo che le aziende del Lazio devono lavorare per offrire sempre maggiore qualità e soprattutto prodotti che vengano interamente prodotti nella regione, dalle materie prime al risultato finale. Di questo e non solo si è parlato ieri nell’ambito del convegno a carattere regionale tenutosi presso l’auditorium del Parco Nazionale del Circeo a Sabaudia dal titolo «L’Orticoltura Biologica. Un’alternativa possibile».
Un incontro promosso da Regione Lazio, Parco del Circeo e Arsial, ricco di interventi ed introdotto dall’assessore regionale all’ Agricoltura, Caccia e Pesca, Carlo Hausmann. Da uomo delle istituzioni ma anche da tecnico l’assessore Hausmann ha fatto il punto sulla situazione attuale nel Lazio per quanto riguarda la produzione ma anche la normativa di riferimento ed i progetti che si possono mettere in campo. Primo passo, «realizzare una filiera del biologico più robusta» rispetto ad una richiesta che aumenta ma che deve fronteggiare anche un problema non da poco. Quello di «una filiera troncata in due -ha commentato Hausmann - produciamo le materie prime ma non il prodotto finito». L’ assessore ha evidenziato come sia necessario approcciare al bio in senso più amplio partendo dal presupposto che oramai l’utenza non richieda solo cibi biologici ma che occorre pensare anche da altri prodotti, da quelli per la cura personale, ai libri fino ad arrivare alla parafarmaceutica. Quello che occorre quindi capire innanzitutto è quali e quante aziende nel Lazio sono in grado di soddisfare la richiesta di un pubblico molto esigente. Istituzioni e aziende possono da questo punto di vista fare un percorso insieme che parta dalla specializzazione degli stessi produttori. «La produzione biologica - ha commentato ancora l’assessore regionale all’agricoltura - non vuol dire prodotti da massmarket, a basso costo e grandi stock. Il bio è un ingrediente della qualità del prodotto che si colloca nella parte alta del mercato, il consumatore quando entra in un’ottica di questo genere vuole tutto tende a dimenticare il prezzo e vuole genuinità informazioni precise sull’origine e su tutto ciò che riguarda la tracciabilità». Ed il Lazio, come evidenziato dall’assessore Hausmann è pronto a questa importante sfida.

Strumenti normativi che aiutano le imprese. Istituzioni che vanno incontro alle aziende per condividere percorsi virtuosi attraverso una programmazione pensata sui territori. Questa la chiava di lettura del convegno di ieri aperto dall’intervento del direttore del Parco Nazionale del Circeo Paolo Cassola. «Occorre voltare pagina - ha commentato il direttore dell’Ente Parco proprio intervenendo sulla questione dialogo tra Enti e aziende - partendo dalle relazione da tenere, l’autoreferenzialità non porta a nulla ed è necessario partire da quelle situazioni per cui serve un’attenzione particolare». Partire quindi dalle criticità che esistono sui singoli territori e che spesso negli anni si sono trasformate in contenziosi. L’assessore Hausmann ha illustrato come la Regione abbia raggiunto due risultati importantissimi e cioè Legge sulla filiera corta e legge 12 sulla multifunzionalità delle imprese, due strumenti che possono essere utili anche per quanto riguarda il discorso della riconversione al bio. Ad esempio, la legge sulla filiera corta permette di riservare delle superfici di vendita nei mercati pubblici quando si liberano piazzole. «E’ una riappropriazione - ha affermato l’assessore regionale - da parte dell’ agricoltura di prossimità di una parte di superfici di vendita. Non è una cosa che si fa da sè c’è un percorso organizzativo importante» in cui tutti hanno un ruolo dagli enti pubblici alle associazioni di categoria.

Utilizzo dell'acqua e lotta ai parassiti come adeguarsi al territorio che cambia. La possibilità di convertire la copertura delle serre con bioplastica, trovare risposte adeguate per quello che riguarda le modalità di lotta ai parassiti e di fertilizzazione che il mondo del bio rende disponibili, l’utilizzo dell’acqua in maniera razionale. Questi tre punti su cui l’assessore Hausmann ha posto l’attenzione. C’è quindi la necessità se si pensa ai principi attivi, di trovare risposte compatibili con la produzione biologica ed allo stesso tempo che siano efficaci contro parassiti che mutano e sono più difficili da debellare. Per quanto riguarda l’acqua è stata evidenziata invece la possibilità di studiare micro strutture di accumulo per le imprese. Tanti i progetti possibili ma con un unico presupposto e cioè che «si prenda coscienza - ha commentato Hausmann -di quello che già esiste, di ciò che è cantierabile» su un territorio in cui la superficie biologica dedicata agli ortaggi è pari all’1%. Altro passo fondamentale lo snellimento delle procedure per le aziende che non vuol dire diminuire i controlli. 

(al seguente link l'intervento dell'assessore Hausmann: https://www.youtube.com/watch?v=8QSNGQglbvU)

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