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Lunedì 05 Dicembre 2016

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«Con lo spaccio non c’entriamo»  Gli indagati si difendono dal gip.
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«Con lo spaccio non c’entriamo»
Gli indagati si difendono dal gip.

Provincia

Sei indagati davanti al gip per la prima tranche di interrogatori dopo gli arresti di lunedì all’alba. Ad essere ascoltati dal giudice per le indagini preliminari Laura Matilde Campoli, che ha firmato le ordinanze di misura cautelare nei confronti dei 15 indagati nell’ambito dell’operazione antidroga “Melody”, i pusher finiti in carcere a Latina. «Con lo spaccio non c’entriamo», hanno sostenuto a vario titolo gli indagati, che respingono le accuse contestate dalla Procura della Repubblica di Latina (l’inchiesta condotta dai carabinieri è stata coordinata dal sostituto Luigia Spinelli). Il 42enne di Fondi Alessandro Simonelli, difeso dall’avvocato Guglielmo Raso, ha fornito dichiarazioni spontanee al giudice. Nessuno spaccio di droga, nessun interesse illecito, ha sostenuto il fondano.

Le difese pronte
a ricorrere al tribunale del riesame
per chiedere di annullare le ordinanze cautelari.


Per il quale l’avvocato preannuncia l’immediato ricorso al tribunale del Riesame per chiedere la scarcerazione del proprio assistito. Anche l’altro fondano Rocco Coppolella, 43 anni, difeso dall’avvocato Maurizio Forte, ha sostenuto la propria estraneità ai fatti anche perché - si è giustificato - è molto spesso fuori città per motivi di lavoro. Davide e Michele Terracciano, di 35 e 37 anni, hanno pure loro fornito dichiarazioni spontanee al giudice. Come per gli indagati che li hanno preceduti, la loro posizione è stata ribadita in modo chiaro. Nessun coinvolgimento nell’operazione, nessuno spaccio. Una tesi, quella dei due indagati difesi dall’avvocato Amleto Coronella, che si scontra con le risultanze investigative dei carabinieri suffragate dal giudice. 

Interrogatorio, infine, per il terracinese di 48 anni Alessandro Forte (difeso dall’avvocato Francesco Pietricola), e il 28enne di San Felice Circeo Simone Bonaldo (la cui difesa è affidata al legale Dino Lucchetti). Quest’ultimo ha scelto la strada del silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Conclusa la prima carrellata, domani mattina sarà la volta di altri indagati, destinatari di misure cautelari più lievi. Danilo Tammetta di Fondi, i terracinesi Marco Iacovacci, Carla Di Vizio, Vera Martinelli, infine Elio Di Lelio di Sperlonga, tutti agli arresti domiciliari, dovranno chiarire la propria posizione davanti al gip. Lo stesso vale per i sanfeliciani Roberto Guizzon e Antonina Podkovska, destinatari della misura più lieve degli obblighi di polizia giudiziaria.

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