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Sabato 03 Dicembre 2016

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Spaccio,  la scelta del silenzio
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Spaccio,
la scelta del silenzio

Provincia

Si è conclusa ieri, con altri indagati comparsi davanti al gip nell’ambito dell’inchiesta antidroga “Melody”, la carrellata di interrogatori raggiunti da misure cautelari. La linea difensiva generale è stata quella di non rispondere, di prendere la via del silenzio. Del resto, gli indagati comparsi ieri mattina davanti al giudice per le indagini preliminari Laura Matilde Campoli, fanno parte del gruppo nei confronti dei quali lo stesso gip aveva applicato le misure cautelari degli arresti domiciliari o degli obblighi di polizia, a dispetto degli altri indagati nei confronti dei quali erano scattate le misure cautelari della detenzione in carcere. 

Ieri mattina, quindi, sono comparsi per l’interrogatorio il fondano Danilo Tammetta, di 47 anni; i terracinesi Marco Iacovacci, 43 anni, Carla Di Vizio, 31 anni, e Vera Martinelli di 34 anni; e ancora lo sperlongano 36enne Elio Di Lelio; infine Roberto Guizzon di 46 anni e Antonina Podkovska di 25 anni, di San Felice Circeo. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Massimiliano Di Girolamo, Maurizio Forte, Dino Lucchetti, Oreste Palmieri, Enrico Quintavalle e Guglielmo Raso. Tutti hanno scelto la strada del silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

Per i destinatari delle misure cautelari si profilano i ricorsi al tribunale del Riesame per chiedere la scarcerazione.

Nei giorni scorsi erano stati interrogati gli altri indagati raggiunti da misure cautelari: i fondani Alessandro Simonelli, Rocco Coppolella e Giuliana Guglietta; i terracinesi Davide e Michele Terracciano, Renato Ligarò e Alessandro Forte; infine Simone Bonaldo di San Felice Circeo. E mentre per gli indagati si profila la possibilità di ricorrere al tribunale del Riesame per chiedere, una volta impugnata l’ordinanza del gip, la scarcerazione, gli accertamenti dei carabinieri non sono terminati. 

Dopo un anno di indagini e prove raccolte - perlopiù intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazioni e appostamenti - le ricerche adesso si concentrano su un livello superiore e cioè sui canali di approvvigionamento dello stupefacente. Per quanto scaltri nell’eludere i controlli, durante le attività investigative sfociate all’alba di lunedì nell’operazione “Melody”, gli spacciatori hanno fornito inconsapevolmente nuovi indizi da cui partire per ulteriori spunti d’indagine. La droga - è stato captato dai carabinieri della tenenza di Fondi e del Norm di Terracina, sotto il diretto controllo dei militari della locale Compagnia - arrivava da Roma. 

Il quadro investigativo che emerge è che il rifornimento avveniva sulla direttrice verso la capitale, in zone precise. Pendolari dello stupefacente, su e giù tra il litorale e la capitale per non restare mai sprovvisti e rifornire i clienti quando questi lo richiedevano. Sia che fosse cocaina, sia che fosse hashish. Ciò che emerge dai riscontri investigativi, comunque, è la presenza di un giro di sostanze stupefacenti in continuo movimento.

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