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Domenica 11 Dicembre 2016

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Un’immagine dei lavori in via del Sole ripresi già ieri mattina
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Abusi del Sacco del Circeo
Demoliti gli ultimi scheletri

San Felice Circeo

Ci sono voluti quasi quattro decenni, ma degli scheletri del promontorio di San Felice Circeo ben presto non ci sarà più traccia, se non nei documenti giudiziari e nelle cronache degli ultimi anni. Le ruspe sono tornate al lavoro lungo via del Sole e, dopo un iter burocratico tutt’altro che semplice, adesso verranno abbattute le ultime strutture rimaste in piedi a seguito dei primi interventi realizzati ad ottobre 2012. Per quanto riguarda questa complessa vicenda urbanistica, tutto è iniziato nel 1973, con l’edificazione di una cubatura che andava ben oltre quanto assentito in un’area delle più belle del Parco nazionale del Circeo, ossia quella di Quarto Caldo.

Iniziati i lavori dopo la quarta gara d’appalto
a causa di problemi
burocratici.

Dopo circa quarant’anni di controversie giudiziarie, il Comune di San Felice Circeo, con le sentenze passate in giudicato, nel 2012 aveva dato il via alle demolizione dei cosiddetti “scheletri”. Ma ben presto intoppi burocratici di varia natura avevano causato il blocco totale dei lavori, ripresi solamente nei giorni scorsi con l’abbattimento delle ultime strutture abusive. Tanti gli ostacoli che hanno caratterizzato queste demolizioni. Dapprima problemi di natura prettamente burocratica, con un botta e risposta tra il Parco nazionale del Circeo e il Comune per il versamento dei soldi che, tramite il Parco, il Ministero per l’Ambiente ha erogato per portare a termine l’intervento a Quarto Caldo. 

Poi un’altra questione sempre di natura economica e finanziaria. Per portare a termine gli abbattimenti, infatti, erano necessari più soldi e in quel momento le casse pubbliche, sulle quali dal dicembre 2012 ha iniziato a gravare il dissesto finanziario, non ne avevano disponibilità. Alla fine, comunque, dopo tre anni dall’inizio dei lavori in via del Sole, gli abusi edilizi che sono divenuti simbolo del cosiddetto “Sacco del Circeo”, ossia l’assalto speculativo del cemento nell’area protetta, saranno completamente demoliti entro qualche giorno e del cemento versato circa quarant’anni fa non resterà quindi più traccia.

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