Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Sabato 10 Dicembre 2016

.




La conferenza stampa dei carabinieri in cui sono stati illustrati i dettagli dell’operazione “Melody”
0

Spaccio,
reggono le accuse

Circeo

Reggono le accuse per lo spaccio di droga tra Terracina e Fondi: per Davide e Michele Terracciano i giudici del Riesame,dopo essersi riservati a conclusione dell’udienza di venerdì scorso, non hanno accolto l’istanza di scarcerazione. I due terracinesi, rispettivamente di 35 e 37 anni, restano reclusi nel carcere di Latina. Il ricorso al tribunale del Riesame non è servito a ottenere un alleggerimento della misura detentiva, come richiesto dall’avvocato dei due, il legale Amleto Coronella.Il quale, depositando una corposa memoria difensiva in sede di udienza, aveva contestato sia gli indizi raccolti in fase di indagine sia le esigenze cautelari che invece il gip aveva ravvisato nei confronti di entrambi. 

I due terracinesi erano stati tra gli otto destinatari della misura cautelare più pesante, quella della detenzione in carcere, in complesso erano state quindici le ordinanze firmate  dal giudice per le indagini preliminaridel tribunale di Latina Laura Matilde Campoli. Provvedimenti spiccati nei confronti di altrettanti soggetti coinvolti a vario titolo nell’inchiesta antidroga “Melody” condotta dai carabinieri della Compagnia di Terracina, agli ordini del capitano Margherita Anzini, culminata con una retata all’alba del 26 ottobre scorso sul litorale pontino tra San Felice  Circeo e Sperlonga, ma con epicentroa Terracina e Fondi.

L’inchiesta condotta
dai carabinieri
è culminata all’alba
del 26 ottobre scorso
con 15 fermi.

A carico dei due indagati che hanno già discusso la loro posizione al Riesame, episodi di spaccio nel territorio di Terracina. I due, che già in sede di interrogatorio di garanzia avevano avuto modo di sostenere la propria estraneità ai fatti contestati dall’accusa (rappresentata dal pubblico ministero Luigia Spinelli) restano quindi in carcere e, assistiti dal proprio avvocato, valuteranno l’opportunità di ricorrere in Cassazione. Oggi, intanto, comparirà davanti ai giudici del Riesame un altro degli indagati finiti in carcere, il 43enne di Fondi Alessandro Simonelli, difeso dall’avvocato Guglielmo Raso.

L’indagato, secondo le ricostruzioni investigative, è stato uno dei primi soggetti a finire nel mirino dei carabinieri, i militari della tenenza di Fondi che hanno dato l’input all’attività investigativa. Le indagini, poi, hanno consentito man mano di ricostruire una rete dello spaccio di sostanze stupefacenti. Per altri indagati che hanno scelto di presentare ricorso, sia detenuti in carcere che ai domiciliari, si è in attesa che il tribunale del Riesame fissi l’udienza.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400