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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Primi testi in aula
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Primi testi in aula

Via al processo Goodyear

Due infermieri: Tutti erano a rischio

«Nessuno, in quella fabbrica, poteva ritenersi al sicuro per via degli ambienti comunicanti. Tutti erano a rischio per le polveri nocive». A riferirlo ieri davanti al giudice monocratico Castriota del Tribunale di Latina, rispondendo alle domande del pm Capasso, sono stati due infermieri di uno studio medico associato alla fabbrica in occasione della prima udienza del secondo processo per le morti degli operai della Goodyear di Cisterna. I due infermieri, che non erano dipendenti della fabbrica ma che quelle poche volte che la raggiungevano operavano in una palazzina adiacente allo stabilimento, hanno sottolineato come gli ambienti non fossero divisi e di conseguenza pericolosi per ogni dipendente al di là del settore di competenza. I due hanno anche aggiunto che le protezioni previste (guanti e mascherine) erano utilizzate soltanto nel reparto Banbury dagli addetti alle miscelazioni delle diverse sostanze e confermato di aver fatto più di una radiografia per eventuali tumori polmonari ma che gli infortuni maggiori erano quelli di natura ossea, soprattutto per gli incidenti alle presse. Ora il processo riprenderà il 14 ottobre (l’altra udienza del mese è prevista il 24) con altre testimonianze mentre la fase cruciale comincerà con le udienze del 3 e 10 novembre. Come noto la vicenda della multinazionale americana degli pneumatici è tornata agli onori delle cronache proprio quest’anno perché la suprema Corte di cassazione ha riconosciuto che la morte di cancro di un lavoratore era senz’altro dovuta alle sostanze tossiche disperse nella fabbrica. Sotto accusa ci sono sempre gli stessi vertici aziendali condannati nel primo processo tenutosi a Latina tra il 2004 e il 2010.

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