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Domenica 11 Dicembre 2016

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Numero di cellulare... bollente. Giovane tempestato di chiamate hot per errore
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Rompe il cellulare e simula una rapina per avere un risarcimento, denunciato

Cisterna

Rompe il cellulare e per ottenere un rimborso simula una rapina. E' quanto inscenato da un ragazzo di Cisterna che però è stato denunciato per simulazione, falso ideologico e truffa ai danni della compagni di assicurazione.

 Durante il mese di agosto, una coppia di giovani di Cisterna di Latina si presenta  presso il locale Commissariato di polizia per denunciare di avere appena subito  una  rapina. I due raccontavano agli agenti che mentre erano intenti a gettare i rifiuti in un cassonetto, due persone straniere, di etnia indiana, avevano afferrato il ragazzo alle spalle strappandogli  violentemente  di mano il telefono cellulare, del valore di  circa € 800,00, e si erano dati precipitosamente alla fuga.

Tuttavia, come già avvenuto in un analogo episodio denunciato qualche mese prima, gli operatori notavano un certo disagio da parte dei due giovani nel rispondere alle domande di dettaglio che venivano fatte loro al fine di chiarire bene tutti i punti della dinamica della rapina. Nonostante ciò venivano espletate tutte le attività necessarie a risalire agli autori del reato.  A seguito di autorizzazione dell’autorità Giudiziaria, infatti venivano richiesti i tabulati telefonici ai gestori di rete della scheda inserita nel cellulare e dal  loro esame emergevano evidenti discrepanze,  circa l’uso del telefono, rispetto a quanto dichiarato dai rapinati agli agenti del Commissariato.

Il ragazzo per questo motivo veniva invitato giorni dopo in ufficio; qui,  alle domande che gli venivano poste, forniva spiegazioni niente affatto convincenti. Davanti all’incalzare degli investigatori, ammetteva di avere simulato la rapina al fine di ottenere un risarcimento dalla compagnia di assicurazione; somma che di fatto aveva già incassato.

Spiegava infatti che poiché il display del telefono si era rotto, aveva inscenato la rapina per farsi ripagare il telefono dalla compagnia di assicurazione. Successivamente  accompagnava i poliziotti  davanti ad un tombino dove un mese prima aveva gettato il cellulare che effettivamente veniva ritrovato.

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