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Domenica 04 Dicembre 2016

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Processo Goodyear, seconda udienza
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Processo Goodyear, seconda udienza

In aula altri due testimoni

Confermati i rischi per gli operai

Altre due testimonianze e altrettante conferme sui rischi per la salute che si correvano negli ambienti della Goodyear di Cisterna. Ieri, nella seconda udienza del secondo processo per le morti degli operai, sono comparsi davanti al giudice monocratico Castriota del Tribunale di Latina, per rispondere alle domande del pm Capasso e ascoltati anche dagli avvocati di parte civile Montemagno e Di Mambro, un infermiere di uno studio medico associato alla fabbrica (guidato dal dottor Cesidio Spina) e l’ex segretario Cisl del settore chimico: entrambi hanno ribadito quanto dichiararono i due infermieri, sempre esterni alla fabbrica (la raggiungevano in alcune occasioni ed operavano in una palazzina adiacente allo stabilimento), che vennero ascoltati nella prima udienza del 22 settembre in cui sottolinearono i rischi che tutti i dipendenti correvano a causa degli ambienti comunicanti. Ambienti che non avendo divisori di alcun tipo lasciavano liberi i fumi di trasmigrare senza ostacoli. «Le polveri nocive - hanno detto - erano libere per via degli ambienti comunicanti».
E se l’infermiere, che lavorava nel turno di notte, ha ammesso di avere pochi ricordi di quel periodo ma di poter dire con certezza che l’ambiente di lavoro era unico, il sindacalista ha confermato i pericoli che si correvano nella fabbrica e aggiunto di ricordare che gli stessi operai formarono una commissione ambiente interna proprio per cercare di tutelare la sicurezza dei dipendenti. Così come ha ricordato che le Rappresentanze sindacali unitarie presentarono diversi esposti per l’ambiente non salubre e che il reparto Banbury - riservato agli addetti alle miscelazioni delle diverse sostanze che, stando a tutte le testimonianze sin qui acquisite, erano gli unici a lavorare con le protezioni previste (guanti e mascherine) - finì sotto sequestrato e che ci fu anche un decreto penale di condanna.

Ora il processo riprenderà il 25 ottobre (e non il 24 come previsto in precedenza) con la fase cruciale del processo che poi culminerà soprattutto nelle udienze del 3 e 10 novembre.
La vicenda della multinazionale americana degli pneumatici, come noto, è tornata agli onori delle cronache proprio quest’anno perché la suprema Corte di cassazione ha riconosciuto che la morte di cancro di un lavoratore era senz’altro dovuta alle sostanze tossiche disperse nella fabbrica. Sotto accusa ci sono sempre gli stessi vertici aziendali condannati nel primo processo tenutosi a Latina tra il 2004 e il 2010.

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