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Lunedì 05 Dicembre 2016

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La stazione ferroviaria di Cisterna di Latina
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Clochard aggredito,
sdegno e solidarietà

Cisterna

Un chiaro segnale di un disagio sociale che sfocia nell’incapacità si saper gestire la noia. L’aggressione ai danni di un 50enne avvenuta nella sala della stazione ferroviaria di Cisterna di Latina, prima con il lancio di acqua e poi con quello di sassi da parte di un gruppo di ragazzi tra i 15 e 18 anni ha scosso la comunità. Tra le strade e anche su web sono tantissimi i commenti che stigmatizzano l’aggressione e di solidarietà nei confronti del senzatetto. C’è chi da la colpa ad uso eccessivo all’alcool e chi ad una mancata educazione. 

Baruffaldi di Es24:
« L’appello non è caduto nel vuoto, qualcuno vuole
dare lavoro a questo ragazzo».

L’alcool in questa storia c’entra ma non deve diventare una giustificazione. Bere fa parte degli usi e costumi delle nuove generazioni, diventando quindi il viatico più veloce e utilizzato per perdere freni inibitori, lasciando spesso spazio a qualcosa di non razionale. Allora vien da chiedersi i perché di una ricerca verso tale mondo che porta in estremi casi ad atti di vigliaccheria come quelli di sabato. C’è di fondo una pericolo concreto del propagarsi di un malessere generazionale dove non deve passare solo il lato violento e degradante della storia ma anche quella richiesta di aiuto di che si nasconde tra le piaghe di questa vicenda.

Sia chiaro, fatti del genere non devono mai essere giustificati ma bisogna capire come e quando si è arrivati a questo stadio di “anarchia giovanile” e non limitarsi ad emettere sentenze. Ma se da una parte l’educazione civica e la giusta dimensione di bene e male latita, dall’altra c’è sempre un segno o gesto che ricorda in modo saggio che a maggior ragione non si deve mai generalizzare il tutto. La sfortunata storia di Claudio e di come da una normale vita sia finito a vivere in mezzo alla strada dopo aver perso il lavoro fino a subire quest’aggressione gratuita ha trovato una comunità unita e solidale. 

Tommaso Baruffaldi di Es24 ha raccontato che dopo l’ aggressione subita e la richiesta d’appello fatta attraverso i media, sono già arrivate le prime telefonate - dall’associazione si augurano non uniche - per aiutare il 40enne: «Siamo stati contatti da un imprenditore agricolo che letta la storia di Claudio ha voluto dare la sua disponibilità per un occupazione - informa il volontario - adesso nelle prossime ore speriamo che tutto si concluda per il meglio». Intanto sulla vicenda continuano ad indagare i carabinieri. Gli uomini dell’Arma dopo aver risposto alla richiesta di aiuto del 40enne senza fissa dimora, hanno raccolto una dettagliata descrizione dei giovanissimi aggressori fornita proprio dal clochard, segnalando anche un automobile con la quale si sono dati alla fuga.

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