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Sabato 10 Dicembre 2016

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Il cancello chiuso della Maserpack lo scorso mercoledì
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Diciannove famiglie
sul baratro

Cisterna

Dopo sette giorni di sciopero comincia a muoversi qualcosa o almeno si spera per i dipendenti della Maserpack. I lavoratori dell’azienda cartotecnica, sono fuori i cancelli dello stabilimento di via Appia sud a Cisterna a seguito delle sei mensilità non retribuite e di undici busta paga non ancora consegnate. Una settimana di serrata, dove i diciannove operai aspettano da giorni un incontro con la proprietà per capire cosa sarà dell’azienda e quindi del loro futuro.Visto il reiterato silenzio dalle alte sfere della Maserpack, le sigle sindacali Cgil e Slc di Frosinone nei segretari generali Anselmo Briganti e Bruno Carlo insieme alla Slc industria di Latina rappresentata da Sergio Zaccagnino, hanno fatto loro la prima mossa, inoltrando una richiesta di incontro con il prefetto di Latina Pierluigi Faloni per discutere proprio della crisi della realtà cisternese e della situazione dei suoi lavoratori; missiva recapitata anche a Unindustria a Latina. 

Da sette giorni
i lavoratori sono fuori
i cancelli per le sei
mensilità accumulate
non ancora retribuite.

Nel documento si sottolinea come nei mesi passati - vista una crisi finanziaria non nuova - le sigle sindacali hanno tentato in più occasioni di aprire una discussione con la controparte datoriale e con l’associazione di riferimento per affrontare nel merito i problemi dell’azienda senza aver però risposta. Un muro, fanno sapere i rappresentati dei lavoratori, che ha così escluso l’uso di eventuali ammortizzatori sociali finalizzati al superamento del periodo di crisi aziendale e al sostegno economico dello stesso personale.

«Ci troviamo quindi, a sollecitare un intervento dell’istituzione - si legge nella nota condivisa - perché alla prospettiva industriale mancante si aggiunge il mancato pagamento delle mensilità, l’ultima delle quali risalente a prima dell’estate. Apparirà evidente quanto ciò determini sofferenza e incertezza per i lavoratori e le loro famiglie». Seppur in modi e tempi diversi parliamo dell’ennesima crisi industriale sul territorio di Cisterna in un’area ristretta.Un tema quindi che dovrebbe essere di primaria importanza per la classe politica locale e che invece ancora latita sulla faccenda. Insomma sono sette giorni che i dipendenti della realtà cartotecnica hanno incrociato le braccia, qualcuno sembra esserne accorto e altri ancora no.

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