Verrà scritta domani la parola "fine" al processo penale per il naufragio della Costa Concordia. Il comandante Francesco Schettino, condannato in Appello a 16 anni di reclusione e un mese d'arresto per i reati di naufragio, disastro colposo, omicidio colposo plurimo e violazioni al codice della navigazione, ha impugnato la sentenza di secondo grado. Lo stesso ha fatto la procura generale. Oggi l'udienza davanti alla quarta sezione penale della Cassazione. Tra le parti civili si è costituita anche una donna di Latina assistita dall'avvocato Francesco Di Ciollo. La 33enne era tra i passeggeri della nave naufragata al largo dell'Isola del Giglio il 14 gennaio 2012. Trentadue furono i morti. La parte civile ha chiesto la conferma dell'accertamento della responsabilità penale dell'imputato e la condanna di Schettino e della responsabile civile Costa Crociere spa al risarcimento dei danni (da quantificare in separata sede oltre alla provvisionale di 65mila euro stabilita in Appello). A decidere sarà ora la Cassazione.