I carabinieri della compagnia di Mondragone hanno eseguito 35 ordinanze cautelari – 27 in carcere, 5 ai domiciliari e un divieto di dimora – nel corso di un'operazione compiuta tra Caserta, Napoli, Milano, Formia e Pisa contro il clan camorristico "Fragnoli-Pagliuca-Gagliardi" di Mondragone. I provvedimenti sono stati emessi da Gip di Napoli su richiesta della Dda per vari reati, tra cui l'associazione mafiosa, l'estorsione e lo spaccio di droga. Oltre ad aver inferto un duro colpo allo spaccio di stupefacenti sul territorio di confine tra Caserta e la Provincia pontina, gli inquirenti hanno scoperto almeno 14 estorsioni con il metodo mafioso, corredate da minacce e attentati a colpi d'arma da fuoco, realizzate ai danni di commercianti e imprenditori.

Questo l'elenco degli arrestati:

IN CARCERE

1 . SABATINO Salvatore, nato a Mondragone il 24.11.1968

2 .FARGNOLI ALFREDO, nato a Mondragone (CE) il 09.10.1963

3 .AZZINO Pasquale, nato a Mondragone (CE) il 15.08.1959

4 .POLLIO Carmine, nato a Napoli il 02.07.1970

5  .VITALE Vittorio, nato a Mondragone il 02.04.1971

6 .CARDILLO Costantino, nato a Genova il 28.06.1984,

7 .DE CREC CENZO Salvatore, nato a Napoli il 02.06.1977,

8 .NERI Antonio, inteso "Nerino" nato a Formia il 27.01.1982,

9. PAGLIUCA Mario, inteso "Caporusso", nato a Mondragone il 25.05.1954,

10. PAGLIUCA Sergio, inteso "Caporusso o tre castagne", nato a Napoli 11 05.10.1988

11. CERALDI Gianluca, inteso "Lampazzo", nato a Formia il 18.05.1988,

12. DI MEO Antonetta, intesa "Zia Bernardina", nata a Mondragone il 20.01.1953,

13. VENTO Carlo, nato a Formia il 08.05.1987,

14 .CERALDI Pasquale, nato a Formia il 19.12.1983,

15. CERALDI Giovanni, inteso "Gianni", nato a Formia il 06.01.1982,

16. CERBONE Ait€nio, nato a Mugnano di Napoli il 07.11.1987

17. CORTESE Carmine, nato a Napoli il 05.06.1989

18. CORTESE Roberto, nato a Napoli il 09.05.1984

19. RUSSO Guglielmo, nato a Napoli it 29.03.1985

20 .NUNZIATO Francesco, nato a Napoli il 06.11.1975

21. ARLOTTA Francesco, nato a Napoli il 11.02.1981

22. GRASSO Antonio, nato a Castel Volturno (CE) il 27.11.1995

23. CASCARINO Davide, nato a Formia (LT) il 26.10.1995

24. RAZZA Angelo, nato a Formia (LT) il 13.10.1994

25. RIVETTI Donato, nato a Formia (LT) il 11.01.1996

26. DE CRESCENZO Vincenzo, nato a Napoli 22.11.1956

27. DI FINIZIO Salvatore, nato a Napoli il 1.04.1978

ARRESTI DOMICILIARI:

CICATIELLO Fabio, nato a Napoli it 13.04.1985
RUSSANO Andrea, nato a Formia (LT) il 01.02.1988
CATERINO Orlando, nato a Mondragone (CE) il 01.05.1974
LONGOBARDI Carmine, nato a Mondragone (CE) il 20.01.1968
ROMANO Francesco Junior, nato a Formia (LT) il 20.02.1995
Divieto di dimora nelle Regioni "CAMPANIA" e "LAZIO"

BORELLI Marco, nato a Formia (LT) il 15.08.1992

La nota stampa di carabinieri e Procura:

"Nelle prime ore della mattinata odierna, nell'ambito di un'articolata indagine coordinata dalla Procura distrettuale di Napoli, i carabinieri della Compagnia di Mondragone hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare, tra le province di Caserta, Napoli, Milano e Pisa per complessivi 35 provvedimenti cautelari nei confronti di 33 indagati (27 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e un divieto di dimora nel Lazio e in Campania) ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e ricettazione, tutti aggravati dal metodo mafioso. I provvedimenti cautelari scaturiscono da due separate e articolate attività di indagine volte, entrambe, ad arginare il sodalizio camorristico "Fragnoli-Pagliuca-Gagliardi" operante a Mondragone, già duramente colpito l'anno scorso dall'esecuzione di numerosi provvedimenti cautelari che avevano debilitato l'organizzazione.

Uno dei due provvedimenti cautelari oggi eseguiti riguarda l'operatività di un'associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo "crack e cocaina" operante tra i Comuni di Modragone e Castel Volturno che aveva i propri canali di approvvigionamento nel napoletano, in particolare nelle zone di Secondigliano e Fuorigrotta. Le attività investigative sono consistite in operazioni di intercettazione telefonica e ambientale, riprese video e servizi di osservazione e pedinamento. Il granitico compendio probatorio raccolto, quindi, ha cristallizzato le condotte illecite tenute dagli arrestati, nonché il reimpiego dei proventi del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti per l'agevolazione delle attività dell'organizzazione camorristica. In particolare, l'installazione di telecamere nei luoghi dello spaccio ha permesso di osservare numerose cessioni di stupefacente e registrare i diversi incontri tra gli affiliati del sodalizio criminale. Inoltre, tali riprese video, messe in relazione con le risultanze delle operazioni di intercettazione telefonica e ambientale, hanno cristallizzato il modus operandi degli spacciatori e quindi svelato il reale contenuto delle conversazioni captate, spesso dal contenuto criptico che anticipavano la cessione della droga ripresa dalle telecamere installate nelle piazze dello spaccio. Al fine di riscontrare le cessioni operate dal sodalizio criminale, osservate e captate tramite le attività investigative a carattere tecnico, sono stati eseguiti diversi arresti in flagranza di reato con il conseguente recupero della sostanza stupefacente. Inoltre, sulla scorta di alcune rilevanti dichiarazioni rese da alcuni affiliati collaboratori di giustizia, è stato possibile ricostruire anche assetti organizzativi interni alla compagine associativa, quali la suddivisione dei compensi tra i capi piazza e i pusher per ogni 25 dosi di stupefacente (500 euro ai capi piazza e 200 al pusher) nonché l'ammontare della quota da versare al clan per lo svolgimento dell'attività di spaccio nelle piazze interessate. La seconda ordinanza cautelare seguita ha a oggetto i reati di associazione camorristica, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco in luogo pubblico, ricettazione. I soggetti colpiti da tale provvedimento cautelare si sono succeduti nella gestione del clan camorristico all'indomani dell'arresto del reggente Giuseppe De Filippis. Nel provvedimento cautelare emesso vengono contestati ben 14 episodi estorsivi, tutti consumati in danno ad esercizi commerciali, imprese edili e installatori di slot machine operati a Mondragone. Le estorsioni sono state compiute avvalendosi della metodologia mafiosa e più precisamente al fine di intimidire in maniera efficace le vittime gli indagati usavano esplodere colpi di arma da fuoco contro le saracinesche delle attività commerciali, onde conseguire il pagamento delle estorsioni, i cui importi, secondo la tipica finalità mutualistica delle associazioni di stampo camorristico, servivano per il versamento degli stipendi agli affiliati detenuti. Nel corso dell'indagine veniva, inoltre, registrato un inquietante episodio di cui uno degli installatori di slot machine di interesse per la compagine associativa veniva selvaggiamente picchiato al fine di costringerlo al pagamento del rateo estorsivo (75 euro per singola slot machine installata nei locali del Comune di Mondragone). Nel corso dell'aggressione veniva anche minacciato del fatto che, in caso di mancato pagamento della quota estorsiva, sarebbe stato escluso dal mercato di Mondragone. Le attività di indagine hanno, inoltre, consentito di acclarare la detenzione e il porto di armi da fuoco. Nello specifico venivano recuperati e posti sotto sequestro tre fucili con relativo munizionamento di provenienza furtiva, necessari al sodalizio proprio al fine di rafforzare il proprio potere intimidatorio. Anche per fatti contestati nella seconda ordinanza cautelare, il compendio probatorio è costituito da attività di osservazione e pedinamento, attività di intercettazione telefonica e ambientale, dichiarazioni di collaboratori di giustizia, nonchè dall'esecuzione delle vittime delle estorsioni che, rassicurate in ordine alla loro incolumità e poste dinanzi all'evidenza dei fatti, hanno ammesso il pagamento delle tangenti richieste al sodalizio criminale. Nello specifico il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli ha condiviso l'intero impianto accusatorio sostenuto dai carabinieri nei confronti dei destinatari dei provvedimenti cautelari.